Carcere Nisida, agente penitenziario sequestrato e picchiato

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Dopo la perquisizione che ha fatto scoprire droga nelle celle, un altro grave episodio è accaduto all’interno del carcere minorile di Nisida dove un agente è stato sequestrato e aggredito in maniera violenta riportando 21 giorni di prognosi. "L'agente - dice Angelo Urso, segretario generale della UIL PA Polizia Penitenziaria - a quanto pare mentre era impegnato ad assicurare lo smaltimento dei rifiuti dall’interno delle celle è stato aggredito dal detenuto lavorante addetto al servizio che, giunti all’altezza dell’ultima, ha approfittato della situazione aggredendolo alle spalle, spalleggiato da altri due detenuti intervenuti immediatamente dopo. Gli avrebbero sottratto le chiavi e, quindi, lo avrebbero chiuso all’interno della cella per poi aprire tutti gli altri detenuti, non prima però di averlo picchiato selvaggiamente e senza alcuna pietà". Scattato l'allarme, l'agente è stato accompagnato in ospedale, dove la diagnosi è stata di 21 giorni.
 
“Il senso d’impunità che si respira nelle carceri italiane - prosegue Urso - favorisce il proliferare di eventi critici. Ciò che è drammatico, se fosse confermato, è che il gesto in questione pare abbia all’origine una rivalsa nei confronti del personale ritenuto “responsabile” di aver realizzato, qualche giorno fa, una perquisizione straordinaria all’interno dell’istituto minorile che ha portato al rinvenimento e al sequestro di sostanze stupefacenti. In altre parole chi gli ha “rovinato la festa di Capodanno” doveva in qualche modo pagare, alla faccia di tutte le opportunità trattamentali e di rieducazione che l’istituzione carcere si sforza di assicurare”.
Martedì 2 Gennaio 2018, 20:11
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