Stragi di cani nel Napoletano:
«È un reato e nessuno paga»

di Nello Fontanella

A Roccarainola come a San Paolo Bel Sito; a Marina del Cantone, sulla costa di Massa Lubrense, come a Quarto e Giugliano: un fenomeno diffuso quello dei crimini ai danni degli animali. E sottovalutato. Animali vittime di violenza: picchiati, dopati, persino uccisi. Un'escalation di brutalità: negli ultimi giorni sono stati trovati morti, avvelenati da esche e bocconi, decine di cani (e a Marina del Cantone anche di gatti) di varie razze e taglie. Episodi che rappresentano l'iceberg di un fenomeno molto più vasto che non risparmia nessuna provincia in Campania. È in costante aumento infatti il numero di denunce per reati contro gli amici a quattro zampe. I fascicoli aperti sono diversi, come riportato nel rapporto Zoomafie 2017. Nella sola Procura di Nola sono stati aperti sei procedimenti nei confronti di nove indagati e 11 fascicoli contro ignoti. Il reato ipotizzato è l'«uccisione di animali», cani quasi sempre. Ma in nessun caso si è arrivati a un processo. In Italia si stima una denuncia ogni ora. In linea la procure di Napoli nord (6 procedimenti con 8 indagati, 5 contro ignoti; Napoli (6,9,37); Torre Annunziata (2,2); Vallo della Lucania (2,2,5) e Nocera Inferiore e Salerno rispettivamente con 8 e 15 procedimenti contro ignoti. «Ma siamo ancora lontani da un'adeguata risposta repressiva», spiega il criminologo Ciro Troiano, responsabile Osservatorio Zoomafia Lav: «Le denunce presentate sono solo una minima parte rispetto ai reati effettivamente commessi».
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Giovedì 18 Gennaio 2018, 10:12 - Ultimo aggiornamento: 18-01-2018 10:33
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