Depuratori a mezzo servizio in Campania: mare pulito a giorni alterni

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di Rosa Palomba

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La rovina vien dal suolo. Anzi dal sottosuolo e dalle montagne. A pagare, il mare che soffoca, le spiagge avvelenate e la salute dei bagnanti. Non tutti i giorni, però. La balneabilità viene e va, come le onde sulla battigia. Almeno secondo l'esito dei prelievi che l'Arpac esegue lungo le coste campane una volta al mese e anche più. Gli esiti non sono uno schizofrenico balletto di dati ma il totale di più fattori a monte, appunto. Regione Campania: 560 Comuni e oltre 150 impianti di depurazione. Alcuni sono da buttare perché vecchi senza mai essere stati attivati; altri bloccati dalla manutenzione-optional. Poi ci sono quelli progettati per un numero di abitanti che negli anni è aumentato: totale, cento strutture fuoriuso o giù di lì. Ma ci sono anche gli scarichi fognari delle 12mila case abusive censite; le reti fognarie in cui finiscono liquami e acqua piovana insieme e che traboccano in caso di temporali; e infine, c'è il trenta per cento del territorio campano che le fogne non ce le ha proprio.
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Giovedì 12 Luglio 2018, 08:31 - Ultimo aggiornamento: 12-07-2018 15:21
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