Campania, caos vaccini a scuola: nell'anagrafe solo due terzi degli istituti

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di Ettore Mautone

Viene superato all’insegna dell’incertezza il paletto del 10 marzo, ultima data utile fissata dalla legge Lorenzin per adempiere all’obbligo vaccinale per gli alunni che frequentano le scuole dell’infanzia e dell’obbligo. Da ieri i genitori dei bambini delle materne e degli asili nido (fino a 6 anni di età), ma anche quelli delle scuole dell’obbligo (fino a 16 anni di vita) devono dimostrare di avere vaccinato, o almeno di avere prenotato la vaccinazione dei loro figli. Nel caso dei più piccoli l’adempimento è la condizione per continuare a frequentare la scuola. Nel caso dei bambini più grandi, invece, che frequentano la scuola dell’obbligo (7-16 anni), la situazione è diversa. Dal 10 marzo non viene esclusa la frequenza scolastica, ma avviato l’iter per applicare le sanzioni (da 100 a 500 euro) previste dalla legge. Tutto ciò per dire che la data del 10 marzo, come ha ribadito il ministero della Salute, è inderogabile. Dunque non ci si potrà giovare di alcuna proroga.

Nei fatti però, in mezzo a norme e leggi, ci sono una serie di “se” e di “ma” e anche una circolare ministeriale che complicano non poco lo scenario. Il primo distinguo riguarda tutte le Regioni (compresa la Campania) che si sono dotate di un sistema informatico che mette in collegamento informatico le Asl con gli uffici scolastici. In queste Regioni c’è più tempo per le verifiche e per avviare le sanzioni.
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Martedì 13 Marzo 2018, 08:47 - Ultimo aggiornamento: 13-03-2018 10:12
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