Caccia a Luca, latitanza coperta: si indaga su pc di noti imprenditori

di Leandro Del Gaudio

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Mancano pochi giorni al deposito di una perizia che potrebbe raccontare qualcosa di nuovo, di inedito, sulla fuga di Luca Materazzo. Tecnicamente parlando, si tratta di una consulenza informatica disposta dalla Procura di Napoli su due computer acquisiti in gran silenzio diversi mesi fa. Due archivi informatici da passare al setaccio, un lavoro svolto nel pieno della caccia all’uomo che dalla fine dello scorso anno vede impegnate le forze migliori del territorio, nel tentativo di mettere le manette ai polsi del presunto assassino di Vittorio Materazzo. 

Due computer, una perizia informatica, la speranza (flebile, almeno per il momento) di ricavare elementi utili alla cattura del giovane professionista napoletano inseguito da un mandato di cattura internazionale per aver ammazzato il fratello, al termine di un piano studiato a tavolino. Ricordate l’ingegnere aggredito e ucciso con oltre quaranta coltellate? E la sagoma dell’assassino con il casco da motociclista e la sagoma da palombaro che si va a svestire in vico Santa Maria della Neve? 

Una vicenda di cui si conoscono ormai molti risvolti, a partire dallo straordinario pressing investigativo che vede impegnati gli uomini della Mobile, ma anche i reparti investigativi di carabinieri e guardia di finanza. E sono proprio gli inquirenti ad attendere gli esiti dell’analisi informatica su due computer che vennero acquisiti tra gennaio e febbraio scorsi, nel pieno del clamore mediatico per la fuga di Luca Materazzo. Si tratta di un blitz rimasto sotto traccia, che condusse gli uomini della Mobile in casa di una nota famiglia di imprenditori napoletani.

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Domenica 9 Luglio 2017, 23:50 - Ultimo aggiornamento: 25-07-2017 16:51
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