Bruciò la ex incinta, oggi l'udienza:
«Femminicidi, più morti della mafia»

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​È stata caratterizzata da un intervento, particolarmente vibrante, del pm Stefania Buda, l'udienza del processo di appello nel Tribunale di Napoli sul tentato omicidio di Carla Caiazzo ad opera del suo ex compagno, Paolo Pietropaolo, che il primo febbraio del 2016, tentò di ucciderla dandole fuoco davanti all'abitazione di famiglia. Il magistrato, nel corso del suo intervento, ha definito indecente motivare una richiesta di riduzione della pena avanzata dai legali di Pietropaolo, basandosi sulla provocazione. Gli inquirenti, durante il processo di primo grado, chiesero ai giudici una condanna a 15 anni di reclusione. La sentenza, invece, venne maggiorata di tre anni e ritenuta particolarmente dura dal legale dell'imputato. Dopo l'intervento del pm è stata la volta dell'avvocato Caterina Sanfilippo, legale di parte civile dell'associazione «La forze delle donne». 

«Negli ultimi 15 anni i delitti che hanno visto vittime le donne, quelli che chiamiamo femminicidi, sono stati il doppio di quelli di mafia e camorra messi insieme: così come è stato fatto per la criminalità organizzata, sarebbe necessario pensare di istituire un pool di magistrati ad hoc per fronteggiare questo fenomeno così preoccupante», ha aggiunto l'avvocato Maurizio Zuccaro, legale della Caiazzo.

Carla rischiò la vita, fu costretta a partorire prematuramente una bimba, alla 34ma settimana di gestazione, e da allora ha subìto una serie lunghissima di operazioni chirurgiche. Oggi, nell'aula 315 del Tribunale di Napoli, è in programma un'udienza del processo di appello su quel grave episodio che ha visto protagonista una donna.

Pietropaolo fu condannato, il 28 novembre dello stesso anno, a 18 anni di reclusione, a un risarcimento di 325 mila euro complessivi, a titolo di provvisionale: 250mila alla Caiazzo, 50mila alla figlia e 25mila alla Associazione La Forza delle Donne, che si costituì parte civile. Il giudice decise anche l''interdizione perpetua dai pubblici uffici e la sospensione della potestà genitoriale. «La riforma Orlando - dice ancora Zuccaro - disattende completamente le indicazioni che giungono da quei dati: introduce la possibilità di estinzione del reato previa volontà di risarcimento da parte dell'imputato».

La prossima udienza è stata fissata per il 28 novembre: saranno ascoltati il legale di Carla Caiazzo, l' avvocato Maurizio Zuccaro, e l'avvocato Gennaro Razzino, legale di Paolo Pietropaolo.
Venerdì 13 Ottobre 2017, 11:38
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