Aria spavalda e pose da teppista
il «capobranco» tradito dai social

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MUGNANO. Hanno riconosciuto gli aggressori di Fabio attraverso una breve ricerca su Facebook. Le attenzioni dei genitori del 13 enne, pestato dai tre ragazzini nei pressi di un supermarket di via Cesare Pavese, si sono concentrate a lungo sul più grande dei bulli. Sui social è registrato con un nickname, ma le foto postate in pagina, sulla sua pagina personale, non potevano passare inosservate. Sono foto da bulletto di periferia, da aspirante teppista. Guardandole si intuisce che è un ragazzino fin troppo sveglio per la sua età. Aria spavalda, sfrontata. Il classico atteggiamento di chi, almeno stando a ciò che pubblica sul web, crede che le regole siano cose superflue, insignificanti. Cose da «deboli». 

Quella pagina è ora al vaglio dei carabinieri della locale stazione e dei carabinieri della Compagnia di Giugliano che, nelle prossime ore, potrebbero convocare in caserma i genitori del ragazzo e degli altri quattro che hanno partecipato materialmente al pestaggio o assistito all’aggressione consumatasi nel pomeriggio di venerdì. 
Solo uno dei cinque non è stato ancora individuato: non ha nemmeno 10 anni e, con ogni probabilità, non possiede un profilo Facebook. Tutti, ad ogni modo, non sono penalmente perseguibili e ciò ha scatenato non poche polemiche.

«Anche se piccoli devono essere puniti per quel che hanno fatto», dicono alcuni genitori dei ragazzi della scuola Filippo Illuminato, la stessa in cui studia Fabio. Altri fanno riferimento a diversi episodi, di certo non paragonabili a quello che ha visto protagonista il 13 enne, che si sarebbero verificati di recente. «Gruppi di ragazzini sono spesso presenti all’esterno della scuola – aggiungono altri genitori – per ora si sono limitati agli sfottò, alle prese in giro delle ragazzine. Talvolta, però, il linguaggio utilizzato da questi ragazzi è pesante e crea non pochi imbarazzi». 

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Lunedì 20 Marzo 2017, 08:48 - Ultimo aggiornamento: 20-03-2017 08:48
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