Alunni fantasma nel Napoletano, l'esercito dei baby lavoratori in nero

di Cristina Liguori

  • 117
Matilde, 12 anni, incollava tacchi alle scarpe in chissà quale opificio abusivo. Marco invece seguiva il padre, idraulico. Luca era destinato a diventare carpentiere. Gli altri, figli di pregiudicati e contrabbandieri, forse avrebbero seguito la strada dei propri padri. Nomi di fantasia, vite reali. Destini diversi l'uno dall'altro, ma un fattore in comune: tutti, appena adolescenti, hanno lasciato la scuola. O forse sono stati costretti dai familiari. Probabilmente, se avessero potuto scegliere, avrebbero preferito continuare a studiare, almeno fino a 16 anni, come prevede la legge e come fa la maggior parte dei loro coetanei. Questo diritto invece gli è stato negato e anziché afferrare penne e libri sono stati obbligati a maneggiare solo colle tossiche, pinze, chiavi inglesi, tronchesi e sigarette di contrabbando. Grazie ai carabinieri però questi 13 giovani, di cui 9 ragazze e 4 ragazzi, forse ritroveranno la loro adolescenza e torneranno tra i banchi di scuola.

Una vasta operazione dei carabinieri della Compagnia di Giugliano, diretti dal capitano Antonio De Lise, ha portato infatti alla luce diversi casi di dispersione scolastica. Per questo i militari dell'Arma hanno deferito in stato di libertà 24 persone, residenti tra Giugliano e Qualiano, e segnalato i giovani al tribunale dei minori e ai servizi sociali.
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Domenica 31 Dicembre 2017, 10:55
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP