Napoli, è emergenza inquinamento: si vive un anno in meno per lo smog

di Pierluigi Frattasi

«A Napoli si vive dagli 8 ai 12 mesi in meno a causa dell'inquinamento atmosferico, che è la probabile terza causa di morte nel mondo». È il dato, calcolato sull'aspettativa di vita dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che emerge dal primo confronto tra esperti sull'Inquinamento atmosferico a Napoli, organizzato dall'Università Federico II, che ha visto la partecipazione del presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, del rettore Gaetano Manfredi e dell'ex rettore e assessore regionale Guido Trombetti.

Aula Magna gremita, ieri mattina, per il convegno nato su iniziativa del professor Maurizio Bifulco, del Dipartimento di Medicina Molecolare. Dai dati analizzati emerge che tra il 2014 e il 2017 il livello di inquinamento a Napoli è rimasto pressocchè stazionario, vicino o oltre i limiti di legge, interrompendo quel trend in diminuzione registrato negli anni precedenti. Mentre per alcuni valori come l'ozono è addirittura peggiorato. Con picchi di smog rilevati in via Nardones, piazza Garibaldi e via Marina. «Iniziamo un percorso di riflessione sull'inquinamento in città dice Manfredi partendo dall'esigenza di fornire al dibattito pubblico dati scientifici validati, evitando di scadere nei sentito dire. Informazioni che possano servire poi a prendere anche decisioni politiche. Napoli tra gli altri deficit dei servizi ha anche un deficit d'aria».
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Giovedì 17 Maggio 2018, 08:19 - Ultimo aggiornamento: 17-05-2018 10:12
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