Pennelli e boccette diventano un abito: la nuova idea di una stilista napoletana

di Delia Paciello

«Abiti scultura», è questa la nuova frontiera della moda. La giovane stilista napoletana Maria Rosaria Boccia si è distinta in questo ambiente difficile grazie alle sue idee: abiti realizzati con oggetti di uso comune. Gli utensili più impensabili nelle sue mani diventano vestiario. Persino delle spatole, di quelle usate dai parrucchieri per distribuire la tintura per capelli, e boccette di prodotti per estetica, possono trasformarsi in uno stravagante abito: ed è proprio quello che ha realizzato in occasione della Fiera dell’estetica alla Mostra d’Oltremare di Napoli. Si è esibita in una performance live davanti alle telecamere di Capri Event, vestendo le sue modelle con le prime cose che le capitavano in mano sul palco allestito dalla grande azienda italiana di prodotti per parrucchieri, la Diffitalia.
 

La sua esuberante e assolutamente innovativa idea l’ha portata a varcare i palcoscenici più importanti: da quelli di Rai1, a Mediaset, ma ha anche partecipato a mostre ed eventi internazionali come l’Expo di Milano. «È una grande emozione esibirmi in queste importanti vetrine e ricevere così tanta attenzione dalle persone che guardano incuriosite le mie opere mi dà tanta soddisfazione», racconta Maria Rosaria. E pensare che tutto è accaduto per caso: «In realtà l’idea è nata da una situazione di necessità. Preparavo una sfilata nel mio atelier, ma purtroppo a causa di un grave imprevisto i gli abiti che le modelle avrebbero dovuto indossare non furono reperibili. Le persone erano lì che attendevano di assistere allo spettacolo, le mie modelle erano pronte per essere vestite, ma non avevo i capi della mia collezione. Fui costretta ad improvvisare. Senza perdermi d’animo presi tutto ciò che avevo a disposizione e preparai in pochi minuti le ragazze: stoffe, ma anche utensili o oggetti per abbellire». Insomma una vera e propria scommessa, che destò tanto stupore nel pubblico. «La gente era meravigliata, guardava incuriosita – continua la stilista – Ma proprio quell’episodio apparentemente negativo fu invece la mia fortuna, mi rese famosa».

«Facis de necessitate virtutem», è il motto che ha accompagnato l’esordio della giovane promessa della moda. Il suo coraggio e la sua inventiva sono state premiate: ora i suoi abiti scultura sono considerati delle vere e proprie opere d’arte in tutta Europa.
Lunedì 13 Novembre 2017, 12:15 - Ultimo aggiornamento: 12 Novembre, 21:29
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