Napoli, gli scienziati della porta accanto: «Virgo ci ha cambiato la vita»

di Giovanni Rinaldi

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È proprio il caso di dire che il successo del premio Nobel per la Fisica 2017 si propaga come un'onda fino ad arrivare a Napoli, nell'edificio 6 del complesso di Monte Sant'Angelo della Federico II. Basta entrare dal cancello di via Cinthia a Fuorigrotta, proseguire a destra per cinquecento metri ed ecco che ci si trova dentro al Dipartimento di Fisica, il luogo dove un gruppo di ricerca partenopeo ha contribuito alla scoperta delle onde gravitazionali, partecipando in prima linea al progetto Virgo, l'antenna che lo scorso agosto ha registrato i misteri dell'universo.

Riavvolgendo il nastro di circa trent'anni il progetto Virgo, finanziato dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, si proponeva la costruzione di un'antenna interferometrica per la rilevazione delle onde prodotte dalla deformazione dello spazio. La titanica struttura, dalle due antenne lunghe tre chilometri l'una, è entrata in funzione nel 2007, si è fermata nel 2011 per un «upgrade» e finalmente nel 2017 ha ricominciato a catturare segnali cosmici. In questo lungo percorso il gruppo di ricerca napoletano, formato da un mix di cervelli sia dell'Infn che del Dipartimento di Fisica della Federico II, ha contribuito nelle diverse fasi alla progettazione, costruzione e messa in opera sia dell'apparato sperimentale che della messa in funzione di Virgo e oggi è in campo anche per analizzare i dati che scaturiscono dalle rilevazioni. Un apporto eccezionale dal cuore di Napoli a un progetto di portata internazionale. Virgo, infatti, cammina di pari passo con scambi di dati, di uomini e di conoscenze con il progetto gemello Ligo, nato negli Stati Uniti d'America e con cui oggi si ragiona quasi come un unico soggetto di ricerca, denominato LVC.


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Giovedì 5 Ottobre 2017, 09:47 - Ultimo aggiornamento: 05-10-2017 11:37
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