Stadio San Paolo, dopo il concerto per Pino Daniele resta un tappeto di bottiglie

Rifiuti accumulati all'esterno del San Paolo
di Antonio Folle

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A quasi una settimana dal maxi concerto dedicato alla memoria di Pino Daniele è ancora polemica in città. Stavolta, però, le polemiche non sono scaturite dalla qualità dell'evento o da assenze eccellenti - vedi Nino d'Angelo e Gigi d'Alessio - ma dal cattivo servizio di raccolta rifiuti. Grossi cumuli di bottiglie di plastica, cartacce, e residui di pasti «inquinano» ancora oggi l'esterno dello stadio San Paolo, provocando le reazioni dei cittadini che non si vogliono rassegnare a questo desolante destino e che puntano ancora una volta il dito contro l'amministrazione comunale e i vertici di Asìa. 

La segnalazione dei cumuli di spazzatura che troneggiano all'esterno della "casa" del Napoli arriva dal gruppo «Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli», vera e propria opposizione civile all'amministrazione arancione targata Luigi de Magistris. Proprio il quartiere di Fuorigrotta, negli scorsi giorni, è stato teatro di un'altra aspra polemica circa il servizio di raccolta rifiuti. Da diversi giorni, infatti, i residenti del quartiere stanno tempestando sia la Municipalità guidata dal presidente Dema Diego Civitillo che Asìa di segnalazioni che riguardano cassonetti stracolmi e topi che banchettano allegramente tra i sacchetti abbandonati al loro destino.

Il caso dello stadio San Paolo ancora circondato dai residui dell'evento dedicato all'indimenticato cantautore partenopeo è forse l'esempio più emblematico delle difficoltà che l'azienda partecipata del Comune di Napoli sta vivendo in queste settimane. Ormai dappertutto, se si fa eccezione per poche strade del centro storico, si leva un vero e proprio coro di protesta contro il mancato intervento di spazzamento da parte degli operatori ecologici. Ne si poteva pensare di gestire un evento che ha attirato migliaia di persone con il semplice spazzamento ordinario. 

«Il concerto dedicato a Pino Daniele è un evento privato - ha precisato il numero uno di Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli Lucio Mauro - ed è giusto che siano i privati a farsi carico della pulizia delle strade dopo la conclusione dell'evento, visto e considerato che Asìa non è in grado nemmeno di garantire l'ordinario. In altre zone d'Italia concerti di questo genere rappresentano una vera e propria ricchiezza per le città che li ospitano, a Napoli purtroppo siamo costretti a fare queste cattive figure a causa di una disorganizzazione cronica».
Mercoledì 13 Giugno 2018, 12:36 - Ultimo aggiornamento: 9 Giugno, 14:32
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