Napoli, piazza dei Martiri senza luminarie: con Blind Vision luci per i non vedenti

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di Delia Paciello

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Niente luminarie a Piazza dei Martiri per questo Natale. Almeno non quelle classiche. «Quest’anno ci sarà qualcosa di unico per illuminare anche chi purtroppo le luci non può vederle», annuncia l’assessore del Comune di Napoli Ciro Borriello con delega alla pubblica illuminazione. Ad accendere il quartiere infatti gli occhi dei non vedenti: dei  grandi fari che si illumineranno all’interno di una cupola allestita al centro della piazza. Si tratta di «Blind Vision, una luce in onore di chi non la vede». Un progetto curato dall’artista Annalaura di Luggo nato in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti di Napoli e l’Associazione Teatro Colosimo, in grado di regalare grandi emozioni e diretto a porre l’attenzione dei napoletani su una realtà spesso dimenticata, quella dei non vedenti.

«Vogliamo far comprendere  ai visitatori i meccanismi, la forza che appartiene al mondo della diversa abilità visiva, dove ogni limite viene superato con la tenacia, con l’amore e con la voglia di donare un sorriso agli altri», spiega Annalaura. Tutto questo proprio in occasione del Natale, un periodo in cui cresce particolarmente la corsa al consumismo. Eppure questa cupola nera vuole rappresentare un momento di riflessione; invita ad esplorare un modo alternativo di vivere queste feste stringendosi anche a coloro che troppo spesso vengono dimenticati.
 

Un emozionante viaggio all’interno della struttura: il buio accoglie i visitatori per qualche istante, poi inizia il viaggio. All’interno della cupola quindici light box raffiguranti iridi di persone cieche o ipovedenti pulsano nell’oscurità e si raccontano. Saranno proprio le voci dei protagonisti a narrare le loro storie, le loro esperienze, regalando ai visitatori una nuova visione ed uno scambio di pensieri in grado di arricchire i fruitori. Voci di donne, uomini e ragazzi che hanno perso la vista, testimonianze di vita vera che rivelano le difficoltà quotidiane di un'esistenza al buio. Rabbia, paura, malinconia, ma anche una straordinaria voglia di vivere. Si viene catapultati in un viaggio sensoriale ed emotivo, tra momenti di buio totale ed attimi di luce, silenzio e voci. La luce diventa metafora per illuminare le menti nei confronti di un mondo che sembra affiorare dall'oscurità. L’installazione multimediale, curata da Raisa Clavijo è seguita dalla proiezione del teaser del documentario diretto da Nanni Zedda che svela le immagini dei protagonisti.

«Oltre venti persone diversamente vedenti hanno partecipato al progetto, anzi ne sono protagonisti», racconta Annalaura. Fra queste Matilde Lauria, campionessa italiana di Judo, detentrice di tre titoli italiani. Matilde non vede eppure vince sempre: «Della mia disperazione ho fatto un arma vincente, e invito tutti a non arrendersi davanti alle difficoltà», è questo il suo messaggio.

«Un progetto dalla grande forza etica per rendere visibile ciò che in realtà molti non vedono, ossia la condizione dei non vedenti o degli ipovedenti -  aggiunge Alessandra Clemente, assessore alle Politiche giovanili del Comune di Napoli - È per questo che con grande orgolio la nostra città ospiterà un progetto sociale internazionale e sarà il nostro modo per riflettere insieme in piazza sull’impegno sociale e civile. Per me è molto importante aiutare anche i giovani in questo senso, per integrarli nella società e cercare di rendere meno pesante la loro condizione».

Ma Blind Vision non si ferma a Napoli: sarà in giro per il mondo, a San paolo, a New York, a Miami, a Dubai e a Parigi per poi approdare di nuovo a New York nel giugno 2018 in occasione della conferenza mondiale per la disabilità. Un progetto internazionale che vuole dare speranza e vuole emozionare, ma soprattutto illuminare chi pur vedendo spesso vive nel buio.
Lunedì 4 Dicembre 2017, 19:19 - Ultimo aggiornamento: 04-12-2017 20:46
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