Napoli riscopre Palazzo Fondi: la nuova vita «contemporanea» dell'edificio di via Medina

di Paola Marano

Palazzo Fondi, lo storico edificio di Napoli affacciato su via Medina, riapre le sue porte dopo anni di inattività. A farsi promotori della restituzione ai cittadini di un bene a molti sconosciuto sono l’Agenzia del Demanio, il Comune di Napoli, la Sovrintendenza Archeologica, l’Università Federico II e l’Accademia di Belle Arti, che in una collaborazione virtuosa con l’agenzia Ninetynine hanno dato vita al primo esempio di «rigenerazione urbana temporanea» per la città di Napoli.

In attesa della sua riconversione definitiva in sede dell’Autorità Garante delle Comunicazioni (i lavori avranno inizio nel maggio 2019) , il Palazzo diventerà un distretto per arte, cultura, sperimentazione eventi e altre attività di  carattere temporaneo che daranno nuova linfa all’edificio storico fino al completamento dei lavori per la sua nuova destinazione d’uso.

Costruito nella seconda metà del 1700, e restaurato dall’architetto Luigi Vanvitelli per poi diventare sede di uffici, da domani l’edificio monumentale sarà un contenitore multidisciplire e dinamico che accoglierà nel breve periodo  numerose iniziative. A partire da «Poison. Il Potere del veleno», la mostra naturalistica che per la prima volta in Italia esplora gli affascinanti segreti del veleno. In arrivo ad ottobre anche «Real Bodie», premiata come mostra più visitata d’Europa nel 2017. E ancora le stanze dello storico palazzo saranno prtagoniste a giugno di una tappa della prossima edizione del Napoli Teatro Festival Italia, diretta da Ruggero Cappuccio, e faranno da set per un’importante produzione televisiva firmata Cattleya. Largo anche ai govani con sale prove per musicisti, aree di co-working e spazi espositivi per gli artisti esordienti.
 

«Si tratta di un progetto di rigenerazione attraverso una sequenza organizzata e sistematica di usi temporanei - ha spiegato Simone Mazzarelli, ceo di Ninetynine, reduce dal successo del Guido Reni District a Roma - abbiamo sperimentato in altre occasione che un singolo uso temporaneo non avrebbe la forza e l’energia per recuperare uno spazio di questo genere. Una sequenza di usi permette la frammentazione dell'investimento su più attività diverse e quindi rende un progetto incredibilmente inclusivo, permettendo a tante realtà diverse di poter accedere allo spazio con tantissimi contenuti differenti. La cittadinanza avrà così uno spazio rigenerato aperto al pubblico ce le istituzioni potranno rinconcedere alla cittadinanza uno tesoro come questo». 

Un partnership strategica tra pubblico e privato che si pone l’ambizioso obiettivo di attivare in poco più di un anno oltre 5 milioni di euro attraverso una pluralità di realtà, e che vanta di un altro primato: per la prima volta l'Agenzia del Demanio mette un proprio bene a disposizione prima ancora di averlo rigenerato. 

«Questo palazzo storico, che era chiuso da 7 anni verrà completamente rigenerato con un investimento di oltre 10 milioni di euro per destinarlo all' Agcom che quindi avrà in questo luogo la propia sede, risparmiando un consistente affitto passivo - ha sottolineato Roberto Reggi, direttore dell'Agenzia del Demanio -  Non apsetteremo l’inzio dei lavori per ripristinarlo ma lo metteremo a disposizione subito in attesa che si completi l’attività di progettazione che durerà fino al 2019.Pensiamo di replciare questo modello in altre città italiane».

Un intervento che scongiura - come ha precisato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris -  la delocalizzazione dell'Autorità Garante delle Comunicazione in un'altra città d'Italia. 

«Siamo statai in prima linea per evitare che l’Agcom fosse delocalizzata in altre parti del nostro Paese - ha ricordato il sindaco - a Napoli siamo stati tra i prImi ad avere delibere sui beni comuni, sulla vaorizzazione sociale del patrimonio e sull’uso temporaneo di beni abbandonati. Questa iniziativa nasce meno dal basso ed è più finanziata, ma va in linea con quello che si sta facendo nella nostra città».
Martedì 13 Marzo 2018, 14:19
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