Sangue sul Lungomare di Napoli, ristoratori tra rabbia e bocche cucite per paura di ritorsioni

di Giuseppe Crimaldi

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Tacchi alti e gonne corte. Occhi truccati dal rimmel e dai cosmetici venduti sulle bancarelle a buon mercato - come il patchouli, che inonda ascelle e colli dei ragazzini che sciamano dai Quartieri spagnoli e dal Pallonetto di Santa Lucia verso il lungomare. Tra effluvi di improbabili aromi e serate di divertimento a buon mercato, consumate su una delle più splendide cornici naturali del mondo, regna il silenzio.

I titolari dei locali di via Partenope scelgono il silenzio. Forse temono ritorsioni. «Meglio non parlare», risponde via whatsapp - dopo un'interminabile trattativa mediata dai presenti nel ristorante - uno dei principali titolari degli otto locali più prestigiosi della zona. Lui si trova a Milano. E da lì ci fa sapere che non intende né commentare in prima persona, né tantomeno attraverso il proprio portavoce presente sul posto, i fatti di sangue accaduti a due passi dall'entrata della pizzeria. Paura? Chissà. Ma paura di chi? E di che cosa? Fatto sta che dopo l'ennesima violenza consumata a ridosso di uno degli esercizi commerciali più esclusivi della corniche - come i francesi definiscono il lungomare - e cioè in uno dei terminali del turismo internazionale che attrae ancora oggi, a novembre, frotte di turisti e di stranieri, c'è chi resta omertoso. Si ha paura persino di ammettere una inequivocabile verità: e cioè che via Partenope può far paura.

Due accoltellamenti in meno di tre ore, il primo successivo al secondo. E nemmeno questo riesce a spingere chi ha scelto di investire i propri capitali sul lungomare a ribellarsi. Ad invocare più controlli. Eppure tutti sanno benissimo quali siano i meccanismi grigi che regolano le notti della movida. Chiamatele pure le nuove Barbie. Pur senza scomodare i sociologi ci vuol poco a capire che cosa scateni la follia dei minorenni che sciamano verso via Partenope - ma il discorso vale anche per i «baretti» di Chiaia e per le mete del divertimento notturno del centro storico. Basta un nulla. Sono sufficienti dieci ragazzini a scatenare l'inferno.
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Lunedì 13 Novembre 2017, 10:45 - Ultimo aggiornamento: 13-11-2017 10:45


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