Napoli, quel che resta del supergruppo di Pino Daniele insieme per l'ultimo saluto a Rino Zurzolo

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di Federico Vacalebre

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Quel che resta del supergruppo di Pino Daniele s'è riunito intorno al feretro di Rino Zurzolo nella chiesa degli Artisti, a pochissimi metri da quella piazza del Plebiscito in cui il 19 settembre 1981, quando erano ancora tutti insieme, trionfò il neapolitan power. C'erano James Senese, Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Enzo Avitabile e Antonio Onorato e il fratello Marco Zurzolo ad accompagnare verso l'ultimo viaggio il più grande contrabbassista italiano.

Le note del suo strumento sono risuonate in piazza Trieste e Trento accolte da un grandissimo applauso e da un urlo: «Grazie, Rino».
 
 

Per salutarlo erano venuti in tanti: Alex e Cristina Daniele, i figli del nero a metà con cui aveva formato una coppia imbattibile; Nello Daniele, il fratello del cantautore, un'altra colonnna portante del supergruppo come Joe Amoruso, il maestro Antonio Annona, Tony Cercola, Cristina Donadio, Lina Sastri, Nino Buonocore, Enzo Gragnaniello, Corrado SFogli della Nuova compagna di canto popolare, Gigi De Rienzo, Franco Del Prete, Luciano Maglioccola, Piero Desmundis, Franco Giacoia, Angela Luce, Monica Sarnelli, il presidente del Pomigliano jazz festival Onofrio Piccolo, Elisabetta Serio, il maestro Paolo Raffone, che con lui aveva formato i Batracomiomachia quando Rino aveva solo 13 anni. E ancora, Claudio Poggi, che aveva prodotto “Terra mia” nel 1977, Giorgio Verdelli, che ha ripreso Zurzolo e la sua storia in «Qualcosa resterà», il docufilm sulla vita di Pino Daniele. E Fiorenza Calogero, Piero Gallo, Rino Avitabile... 

Ma erano tanti, tantissimi anche i semplici fan, gli amici di una vita, i manager, gli impresari, i musicisti che con lui hanno diviso piccoli e grandi palchi. Commossa la famiglia, i fratelli Vito, Marco e Francesca, la moglie Valentina, i figli Livia e Leandro. Per tutti loro l'affetto e un cuscino di fiori del sindaco de Magistris, che per essere presente alla cerimonia funebre ha cambiato la sua agendina istituzionale.
 

L'ultima lacrima è del fratello Marco, che aveva ricomposto nelle ultime settimane delle incomprensioni familiari: «Stavamo persino pensando di suonare finalmente insieme». Proprio il sassofonista, su Facebook, ha affidato l'estremo saluto alle parole di sua figlia Sofia. 

 
Lunedì 1 Maggio 2017, 12:27 - Ultimo aggiornamento: 02-05-2017 00:29
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