Metropolitana M6, il Comune di Napoli firmò nel 2007 l'accordo per acquistare i nuovi treni

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di Pierluigi Frattasi

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La necessità e l'importanza di costruire la galleria sotterranea di collegamento tra la stazione Mostra di piazzale Tecchio e il deposito-officina dell'ex Arsenale in via Campegna, attraverso la quale far accedere i nuovi treni della Linea 6 ai tunnel, era ben chiara al Comune di Napoli fin dall'inizio. L'opera era prevista dal cosiddetto Lotto minimo della convenzione del 1986 con l'Ansaldo Sts e fu inserita al primo posto tra gli interventi del Lotto 1 nel VII Atto integrativo alla convenzione del 2010, prima ancora del completamento delle stazioni Arco Mirelli e Chiaia. L'Ansaldo sollecitò più volte, già nel 2007, l'amministrazione comunale «ad effettuare i rilievi e i sondaggi nell'area dell'ex Arsenale militare e ad avviare le procedure per la dismissione delle aree da parte del ministero della Difesa», come si legge in una raccomandata al Responsabile Unico del Procedimento (Rup) del Comune del 26 settembre. E nel protocollo d'intesa dell'ottobre 2009 tra Comune e Regione Campania, quest'ultima si impegnò «ad assicurare per il Lotto 2/B il finanziamento di 141,5 milioni per realizzare in via prioritaria la galleria di collegamento Mostra-Deposito/Officina ex Arsenale». È quanto emerge proprio dal VII Atto integrativo approvato dalla giunta comunale con delibera 1074 a giugno 2010 e nello stesso mese firmato con Ansaldo Sts.

Nel documento, che garantiva la copertura finanziaria per l'operazione, si approvava anche la progettazione esecutiva e la realizzazione delle opere, compresa la «fornitura di 4 unità di trazione», in aggiunta alle precedenti 4 ordinate col VI Atto Integrativo del settembre 2007. I treni nuovi da 39 metri stessa tipologia che circola da qualche anno sui binari della metropolitana di Genova, opera gemella di Linea 6, data in concessione sempre ad Ansaldo Sts negli anni 80 , furono ordinati, ma il Comune non ha mai autorizzato l'avvio della costruzione, tecnicamente con la sottoscrizione del verbale di consegna dei lavori. Poi tutto si bloccò. All'epoca, i fondi c'erano, ma non erano sufficienti. Nel 2007, il Cipe stanziò le risorse per il Lotto 2/B, che comprendeva le opere del lotto minimo, ma la delibera fu annullata dalla Corte dei Conti. Il Comitato di programmazione economica dello Stato avrebbe poi dovuto emanare una nuova delibera confermando quanto stabilito nel 2007. Ma il documento si arenò proprio negli anni della giunta de Magistris e solo lo scorso dicembre è stato sbloccato. Se si è tardato ad acquistare i treni nuovi, insomma, non è certo per errori di progettazione delle gallerie i convogli da 39 metri, infatti, circoleranno tranquillamente - ma a causa dei rallentamenti dei finanziamenti. Mentre hanno contribuito ad allungare i tempi anche le operazioni connesse all'archeologia, che hanno marciato di pari passo con i cantieri. I fondi disponibili, poi, sono stati utilizzati per completare prima altri interventi, come la stazione Arco Mirelli, ad esempio.
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Giovedì 18 Gennaio 2018, 10:26 - Ultimo aggiornamento: 18-01-2018 17:08
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1 di 1 commenti presenti
2018-01-18 19:45:00
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