Banco di Napoli, protesta in catene a via Toledo: «Non scippate la nostra storia»

Manifestanti in catene a via Toledo
di Antonio Folle

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Alcune decine di attivisti, esponenti di associazioni civiche e semplici cittadini si sono riuniti stamattina a via Toledo, all'esterno della sede centrale del Banco di Napoli, per gridare forte il loro dissenso contro la fusione dello storico istituto di credito partenopeo con il gruppo Intesa San Paolo. Fusione che porterà, il prossimo 26 novembre, alla sparizione pressochè totale della banca fondata nel 1463 a Napoli. In verità la dirigenza di Banca Intesa si è già affrettata a sottolineare che, almeno al sud, le insegne del Banco di Napoli resteranno al loro posto e che non ci sarà alcuna discriminazione territoriale circa l'erogazione dei crediti. Una magra consolazione che, però, sembra non aver soddisfatto nessuno. Intanto i correntisti hanno già ricevuto una comunicazione ufficiale che annuncia il prossimo cambio delle coordinate bancarie. I manifestanti, dopo aver distribuito volantini ai cittadini, si sono simbolicamente incatenati all'esterno della sede della banca.

«Siamo scesi in piazza per dire no all'ennesimo furto ai danni della nostra storia - tuona Ciro Borrelli del comitato “Salviamo il Banco di Napoli” - in altre parti d'Italia fanno i salti mortali per salvare banche con crediti inesigibili, qui invece i salti mortali li fanno per cancellare banche in salute che rappresentano la ricchezza del territorio. Con questa mossa - prosegue l'attivista - si sancisce il definitivo asservimento del Mezzogiorno agli interessi economici del nord. Un nord che deve fare da locomotiva e un sud che deve rincorrere, come avviene ormai da oltre 150 anni. Siamo preoccupati anche per il futuro del tesoro di San Gennaro - continua ancora - dal momento che pochi sanno che nei caveau di via Toledo è custodita la gran parte dei preziosi di proprietà del Santo. Vogliamo sapere che fine faranno questi gioielli e non vogliamo in alcun modo veder svilita la nostra dignità di popolo napoletano».
 

Una parte dei manifestanti ha puntato il dito anche contro il sindaco de Magistris e contro il presidente della Regione Vincenzo De Luca rei, a loro avviso, di non aver battagliato in difesa del Banco di Napoli. La battaglia scatenata dal comitato “Salviamo il Banco di Napoli” è una guerriglia trasversale che ha visto la partecipazione dei più disparati gruppi politici e associazionistici. In piazza anche Fratelli d'Italia che ha contribuito alla distribuzione di volantini informativi. «Denunciamo l'ennesimo furto ai danni della nostra città - ha dichiarato il consigliere comunale di Fdi Andrea Santoro - ormai si è compiuta una operazione già iniziata decenni fa e avallata dalla politica locale. Dal 26 novembre prossimo il Banco di Napoli non esisterà più, la società verrà inglobata definitivamente in Intesa San Paolo e le ricchezze dei napoletani finiranno nuovamente a Torino».

In piazza anche Gaetano Bonelli, curatore dell'ominimo museo dedicato alla memoria della città di Napoli: «Assistiamo oramai impotenti a questo triste epilogo, che registra l'ennesimo atto che porterà alla definitiva scomparsa dello storico e glorioso marchio della banca più antica del mondo - ha spiegato - i napoletani e la classe dirigente, in molti casi complice, dovrebbero recitare il mea culpa per quanto si è verificato. A Siena la città insorse per scongiurare l'annessione del Monte dei Paschi, da noi, il tutto si è reso possibile con inquietante disinvoltura. Adesso, non ci resta altro che tutelarne la memoria, facendo in modo che anche la stessa, non venga depauperata e svilita».
Sabato 17 Novembre 2018, 15:11
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5 di 9 commenti presenti
2018-11-24 14:36:20
Ora ci è rimasto un solo modo per protestare,ammesso che possiamo chiamarlo tale.Via i conti correnti dalle banche settentrionali,tutti ad aprire conti correnti presso poste italiane,sperando sia una soluzione.Con le vigenti norme,gli sportelli bancari esistenti al sud,servono per racimolare i nostri risparmi per investirli al nord.Provate a chiedere un finanziamento.Poi richiedetelo dicendo che siete residenti al nord.e vi renderete conto di quello che dico.
2018-11-18 10:39:40
Non vorrei vedere scomparso lo storico logo dalla facciata maestosa della sede di via Toledo triste senale della scomparsa di un Istituto che è stato anche Istituto di emissione , unico vero volano di sviluppo meridionale, già difensore del risparmio dei nostri emigranti, sottratti alle voraci fauci delle banche settentrionali, ma non difeso dalla nostra classe politica meridionale, e perciò facile preda degli interessi del Nord con i Piemontesi in prima battuta fedeli alla loro vecchia tradizione di invasori e predatori.Difendiamo il nostro storico logo a tutti i costi per non cancellare una prestigiosa storia del nostro meridione.
2018-11-18 00:54:15
Vi siete svegliati con un bel po' di ritardo, siete fuori tempo massimo.
2018-11-17 22:02:02
Sul piano della cronaca, leggetevi l'indagine del giornalista Surace. Il cuore di tutta questa tragedia che si compirà il 2/11è l'ennesimo (non sarà l'ultimo) tentativo di distruggere una città già in ginicchio; distruzione che farà da lokomotiva a tutta la distruzione totale del Sud, del nostro Sud. E pensare che c'è ancora ua manica di imbecilli che osanna a Salvini! Ma cosa aspettano?, che abbassi loro il pantalone e... Insomma, per chi non lo ha capito ancora; l'unica speranza per il Mezzogiorno, ridotto - come universalmente riconosciuto ormai da tutti a una colonia interna - è quello di uscire dalla f. italia. Nessuna altra soluzione.
2018-11-17 20:22:07
Non è un pò tardi per protestare? Queste associazioni cosa hanno fatto quando si chiudevano le sedi del Banco di Napoli in tutte le zone della città? Persino la Stazione di Napoli Centrale, sede storica della Banca, è stata abbandonata, anzi , addirittura nella Stazione, caso unico in Italia, non esiste neppure un Bancomat per soddisfare le esigenze di migliaia di viaggiatori al giorno. Oggi, a nove giorni dall'evento, si protesta !

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