Partita la raccolta 2017 del pomodoro
Obiettivo: ottenere il Pelato igp

di Luciano Pignataro

L'Anicav, l'Associazione nazionale delle industrie conserviere, e le Organizzazioni Sindacali campane di categoria Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil danno avvio simbolicamente alla campagna di trasformazione del pomodoro da industria in regione Campania, alla presenza delle istituzioni regionali, con una visita a due stabilimenti produttivi - uno in provincia di Salerno e uno in provincia di Napoli - De Clemente Conserve spa a Fisciano e La Rosina srl a Sant'Antonio Abate, scelti in rappresentanza di tutte le imprese presenti sul territorio campano.

«Dopo la positiva esperienza dello scorso anno dichiara il Presidente Antonio Ferraioli - anche quest'anno abbiamo accolto e condiviso la proposta del Sindacato di aprire la campagna di trasformazione del pomodoro in due aziende nostre associate. La partecipazione dei vertici istituzionali della Regione Campania rappresenta un importante riconoscimento al valore di uno dei principali comparti trainanti dell'economia nazionale e regionale. Il mio auspicio è che l'attenzione dimostrata oggi possa essere la base da cui partire per attuare un processo di collaborazione che porti al superamento di una atavica cultura anti industriale che ancora caratterizza alcuni apparati istituzionali».
La Campania costituisce il maggiore bacino di produzione di pomodoro trasformato, sia per numero di aziende di trasformazione - su 110 stabilimenti operanti in Italia, 65 sono campani concentrati prevalentemente nelle province di Napoli e Salerno, dove sono presenti i principali gruppi del comparto agroindustriale non solo a livello nazionale ma anche comunitario - che per fatturato - circa 1,5 miliardi di euro su un fatturato nazionale di 3,1 miliardi - ed è da sempre leader nei derivati del pomodoro, primo fra tutti il pomodoro pelato, una produzione di pregio delle aziende per la cui valorizzazione e tutela, nelle scorse settimane, è stata presentata al MiPAAF e alle cinque Regioni interessate (Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise e Puglia) domanda di riconoscimento di una IGP.

«L'iniziativa odierna testimonia il consolidato sistema di relazioni che nel corso degli anni la nostra Associazione è riuscita a costruire con i sindacati e le istituzioni sia a livello nazionale che regionale. - aggiunge il Direttore Generale di ANICAV Giovanni De Angelis - Il dialogo continuo tra tutti gli attori della filiera sarà fondamentale per giungere alla costituzione di un'Organizzazione Interprofessionale del pomodoro da industria nel Bacino del Centro Sud che potrà sicuramente contribuire a dare il necessario impulso al settore».
Importante è l'apporto che il comparto dà all'occupazione regionale. Ogni anno, nel periodo di campagna, che dura in media 60 giorni, nelle sole aziende di trasformazione del pomodoro campane vengono avviati al lavoro circa 12.000 stagionali, a fronte di circa 20.000 impiegati a livello nazionale: la lavorazione del pomodoro pelato, infatti, tipica delle aziende del bacino meridionale, incide molto sul dato occupazionale in quanto necessita di un maggior utilizzo di manodopera altamente specializzata, in particolare nella fase di cernita manuale, rispetto alla produzione degli altri derivati. Agli stagionali vanno, inoltre, aggiunti i lavoratori fissi e quelli, difficilmente quantificabili, impegnati nell'indotto (officine meccaniche, imballaggi, distribuzione e logistica, case sementiere, vivai) che genera ricchezza e occupazione per il territorio, arrivando a raddoppiare il volume di affari del settore principale.
 
Mercoledì 2 Agosto 2017, 14:09 - Ultimo aggiornamento: 30 Luglio, 00:00
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