Trattoria Da Tonino è festa a Chiaia: entra nei locali storici della città

di Santa Di Salvo

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Tonino Canfora, anni 87, è sceso anche lui a far festa. E racconta alle persone che gli si raccolgono attorno per brindare di quando papà Vincenzo gli parlava di quel tenore squattrinato che veniva nel suo locale a mangiare per due soldi un piatto di pasta e fagioli. Si chiamava Enrico Caruso e frequentava gli stabilimenti balneari Vittoria e Risorgimento, di fronte alla Cassa Armonica della Villa Comunale.

Ci sono luoghi gastronomici che diventano pezzi di storia della città. L'Antica Osteria Da Tonino è uno di questi.
L'insegna esterna ricorda che la famiglia Canfora si è insediata lì dal 1880, centotrentasette anni di osteria genuina, tipicamente napoletana, con i piatti della tradizione tramandati di padre in figlio. Con Simone e Antonio, 20 e 25 anni, siamo alla sesta generazione, assieme a papà Paolo e a mamma Rossella il lavoro scorre via come sempre e le due piccole sale sono sempre piene. Era doveroso festeggiare un locale che a Chiaia è quasi una istituzione e così è stato giovedì sera, alla presenza del sindaco De Magistris. Da Tonino è entrato nell'esclusivo albo della Imprese e Botteghe Centenarie della Regione Campania e via Santa Teresa si è riempita di clienti e amici fino a tarda sera.

L'accoglienza familiare e la semplicità dei Canfora è sempre stata proverbiale, i sapori sono rimasti quelli di una volta e alle persone del quartiere, ma anche e soprattutto ai turisti italiani e stranieri, piace questa atmosfera d'altri tempi, napoletana al punto giusto, senza mai strafare. Qui l'unica ristrutturazione del locale è stata fatta al contrario, cioè per riportare all'origine le mura e lo splendido bancone centrale, il pavimento in mosaico di marmo artigianale, gli interni in legno, le vecchie tovaglie lavabili. Piatti e posate di casa, le mensole con tante bottiglie di vino campano, le foto dei clienti famosi alle pareti, il santo sotto la campana di vetro. Ancora oggi i piatti arrivano accompagnati da fatti e fattarielli narrati dalla famiglia Canfora, in linea con la verve scugnizza di Tonino, che per una vita intera è stato l'oste amico di tutti, soprattutto della buona borghesia che arrivava ora pranzo e si divertiva a sentir raccontare aneddoti di varia umanità in uno scambio divertito di voci tra Tonino e la sua Nina in cucina. Entrambi, dai tempi della Dallas televisiva, portavano un soprannome, Geiàr e Suellen, trasmesso anche alla figlia Anna detta Suellina

La cucina di Tonino ancora oggi è un eccellente ragù pippiato per ore, gli ziti spezzati con la genovese, la pasta e patate con provola, le polpette, le braciole al ragù, la parmigiana di melanzane, la zuppa di soffritto, piatto cult che quasi nessuno prepara più, il baccalà alla siciliana, lo spezzatino con piselli. E le materie prime sono tutte garantite.
 
Lunedì 9 Ottobre 2017, 08:52 - Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre, 00:00
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