Pizze «monumentali» per 4 palazzi

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di Francesca Cicatelli

Quando penseremo alla storia di Frattamaggiore verrà in mente una pizza. Persino una alla farina di canapa. Al PalaPizza quattro dischi di pasta omaggiano i monumenti del luogo perché arte culinaria ha la stessa radice di cultura. Il patron dell’ eventi Enrico Di Pietro in collaborazione con il professor Franco Montanaro  presidente dell’Istituto di Studi Atellani ha dedicato alla città frattese 4 creazioni a base di ingredienti selezionati in base a vari periodi storici per ripercorrere antiche abitudini alimentari. Protagonista anche la sugna al posto dell’olio o il pomodoro giallo in luogo del rosso.
 

Il percorso gastronomico, che ha visto sempre l’esaltazione di un monumento della città dal punto di vista storico-artistico e la declinazione dell’aspetto gastronomico in dettaglio, è cominciato con la Pizza del Vicario a base di nzogna e pepe. Quindi è toccato alla pizza del Vescovo con salsa di datterini gialli e provolone del Monaco Dop. A base di canapa la pizza del Cannavaro sulla base della lavorazione della stessa che avveniva proprio nell’edificio da cui prende il nome. L’elaborazione culinaria ha visto l’abbinamento dell’impasto con farina di canapa a salsiccia di maialino nero casertano e provola di Agerola. Infine è stata proposta la pizza del Borghese: una sfoglia di pizza napoletana condita con pomodorini a fresco, mozzarella di bufala a fette e basilico.  Ogni pizza, dunque, ha rappresentato un periodo storico partendo dal ‘400 per arrivare all’età moderna. Ci ha pensato il professore Francesco Montanaro, presidente dell’Istituto di Studi Atellani a illustrare le peculiarità e i segreti dei monumenti protagonisti della serata.

«Abbiamo voluto ripercorrere un periodo piuttosto lungo da fine Medioevo ai giorni nostri – ha spiegato Montanaro – per prima cosa per dimostrare quanto la città frattese abbia inciso nei vari periodi storici e poi per mostrare diversi stili architettonici da quelli più antichi al liberty moderno». Entusiasta il sindaco di Frattamaggiore, Marco Antonio Del Prete: «Una bellissima serata che dà lustro al nostro paese con due elementi inscindibili: la nostra grande architettura abbinata alla storia e all’arte del pizzaiolo, che hanno portato in giro per il mondo».  

Presente anche il direttore del Consorzio del Provolone del Monaco Dop, Vincenzo Peretti: «L’utilizzo del provolone del monaco DOP nelle ricette, e in particolare stasera nella creazione di Di Pietro, testimonia quanto di buono produciamo in Campania. Utilizzare il prodotto a marchio mette anche al riparo il consumatore da eventuali frodi alimentari». Infine raggiante il padrone di casa Enrico di Pietro: «Lo spirito della serata è stato quello di valorizzare, attraverso la pizza, la storia di Frattamaggiore. Del resto, da sempre, nel nome del mio locale è rievocato il palazzo, perché anche noi ci troviamo in un bellissimo edificio antico di Frattamaggiore. Pizza e storia – ha proseguito Di Pietro - per un territorio che mi ha accolto come un figlio e al quale devo gran parte del mio successo. La serata moderata dalla giornalista Brunella Cimadomo ha portato a spasso nel tempo attraverso un'originale ricostruzione della storia del territorio in base alle pizze.

 




 
Venerdì 18 Maggio 2018, 21:51
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