Napoli abbraccia Pasqua: a caccia dell'uovo d'autore

di Francesca Cicatelli

Fabergé di cioccolata: un percorso per conoscere i galleristi del gusto e le loro tavolozze sferiche da addentare. Napoli, adagiata su un uovo, da sempre vive bene in bilico e precaria, almeno da quando Virgilio ne legò il destino al guscio-talismano nella fortezza di Castel dell'Ovo ancorata al mare. Così in città è ancora saldo il simbolismo connesso al nucleo ellittico croccante, sarà per questo che sopravvive ad ogni avversità.

A Pasqua la gratitudine per l'uovo si incarna in tour immaginifici: un fil rouge sui sentieri delle uova artistiche da Pizzofalcone alla Riviera, dalla Sanità al centro antico, passando per il quadrilatero della moda a caccia dell'oeuf en chocolat intarsiato d'autore, anche papiers collés come in un'opera di Juan Gris. Intorno alle uova ruota la trama di molte opere. Gennaro Bottone, nei vicoli del Pallonetto di Santa Lucia, si allena fin da piccolo a incidere la pasta di cacao, da quando definivano le sue creazioni simpatiche marachelle. Quest'anno la collezione si ispira alla coincidenza della Pasqua con la primavera, sposando uova colorate con fiori di stagione: pesco, orchidee e margherite. Ricorda l'espressionismo astratto di Pollock la filigrana pastosa e sgargiante realizzata a mano dal pastrychef Mario Di Costanzo, con richiami all'arte contemporanea ed effetti craquelé di cioccolato: creazioni anche personalizzabili per un attacco creativo partecipato. Moccia resta solido nella produzione di uova tradizionali, fatte come una volta e confezionate in stagnola colorata. Cuori di Sfogliatella lancia un uovo traforato che crea un effetto simile a quelle di porcellana intagliate manualmente dagli artigiani. Da far invidia ai merletti. Vincenzo Mennella, con le eccellenze gastronomiche e materie prima total natural, introduce quest'anno le uova fazzolettate. Un salto fiabesco all'infanzia la Pasqua di puro cioccolato finissimo di Bellavia che assume la forma di pagliacci, ferri vecchi, pesciolini, fattorie, castelli, occhi di bue. Raffinate le suggestioni ciok di Piluc dei fratelli Luciano ed Enzo Pipolo a Fuorigrotta e del maestro cioccolatiere Pasquale Marigliano a Ottaviano con sculture pâtisserie di pregio artistico, stilizzate alla Oriol Balaguer o con medaglioni alla Les Marquis de Ladurée.

Attacchi di megalomania sensoriale arrivano da Gay Odin che mette in mostra, in via Vetriera davanti alla fabbrica, un uovo pasquale decorato dal peso di 300 chili con tema Napoli città di speranza. Giganti di cioccolata provengono anche dal Gran caffè di Michele Cappiello a Santa Maria Capua Vetere che ha realizzato un gorilla di 30 chili: una dedica all'attaccamento alla Campania così come il primate è legato al territorio in cui cresce l'albero del cacao. Oeuf con papillon quelle travestite da farfallini e pois della pasticceria La Delizia a Torre del Greco. Tonnellate di zucchero moscovado, cacao Java, aceto nero, olio al rosmarino, semi tostati, bacche di ginepro e foglie d'oro sono alcuni degli elementi che troveremo sulle uova più d'essai con simboli della resurrezione di Cristo, arabesque di Matisse per una Pasqua concettuale in stile Rovira che addirittura accosta l'uovo al pancione di una donna in gravidanza e che a Barcellona usa i frammenti di cioccolato come le tessere dei mosaici di Gaudì. Capolavori golosi che sono versioni commestibili di pezzi d'arte da degustare e non collezionare.
Domenica 25 Marzo 2018, 12:03
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