La guerra del dolce di San Gennaro: ​accuse di plagio tra pasticceri

di Luciano Pignataro

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A Napoli il cibo ha ancora una sua ritualità stagionale, a parte la pastiera che ormai si trova tutto l’anno e non solo a Pasqua. La lasagna a Carnevale, la minestra maritata a Natale, la zeppola di San Giuseppe per la festa del papà, gli struffoli alla Vigilia, eccetera. Resta un mistero dunque come mai a San Gennaro non ci sia un piatto particolare, una funzione gastronomicua da osservare.

Da qualche hanno ci hanno provato i pasticcieri a colmare questo vuoto, ma forse è mancato il colpo di genio che trasforma una ricetta buona in qualcosa di popolare e seguita da tutti. Fatto sta che sono almeno un paio di San Gennaro che Imma Ferarro, napoletana trapiantata da poco a Torino dove ha un ristorante, prova a dire che è stata lei la prima a fare un dolce dedicato al Santo. Si tratta de “La Mitra di San Gennaro” presentato durante il concorso della Sfogliatella Santa Rosa svoltosi a Conca dei Marini in Costiera Amalfitana dove si dice sia stato inventato nell’omonimo convento.

Il dolce è in effetti una rivisitazione della sfogliatella molto complessa, con tanto di ampolla a fianco in cui c’è l’amarena che rappresenta ovviamente il sangue. Bene, una analoga preparazione Imma dice di averla vista nel dolce di Marco Infante che invece si chiama, più prosaicamente, «’O Cappiello di San Gennaro» e, almeno dal punto di vista visivo e descrittivo è decisamente simile».

«Anche nella descrizione degli elementi rappresentati nel dolce, l’intelligenza, il sangue e la fede, vedo una vera e propria copia e mi chiedo come sia possibile che in entrambi i casi, spesso gli stessi giornalisti, aabbiamo scritto che si tratta del primo dolce dedicato a San Gennaro».

Ma la ricerca continua, anche altri pasticcieri, come il Gabbiano a Pompei propongono un dolce dedicato al sangue. Imma, pasticcera autodidatta, dopo aver lavorato a Napoli ha partecipato nel 2013 alla trasmissione su Rai Uno La Terra dei Cuochi condotta da Antonella Clerici dove fu notata da Davide Scabin, il cuoco del Combal Zero. Dopo uno stage prolungato adesso ha avuto una buona proposta che la spinta a restare a Torino.

Insomma, c’è guerra sul dolce di San Gennaro. Comunque vada a finire questa guerra, siamo convinti che passerà ancora molto tempo prima che qualcosa diventi davvero il piatto del giorno di festa della città. A Napoli la gastronomia è una cosa molto sentita e le tradizioni nascono dalle viscere del sentimento popolare. Però in un momento in cui Hallowen diventa qualcosa da celebrare, non ci stupiremo più di tanto che qualcosa da mangiare diventi il simbolo da consumare. Magari proprio il vincitore della guerra del dolce di San Gennaro.
Martedì 19 Settembre 2017, 10:55 - Ultimo aggiornamento: 19-09-2017 10:55
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