Cicero, il primo aperitivo di salute
centrato sulla dieta mediterranea

di Alfonso Sarno


Il posto è quello giusto: centralissimo e nello stesso tempo appartato, lontano dal caos della city cittadina. Maurizio Moscato, perfettamente in linea con la fiera indole dei cilentani, amanti della concretezza e dell'understatement ha voluto che Cicero, il suo locale basato sulla millenaria tradizione della Dieta mediterranea aprisse le sue porte su Via Ruggi d'Aragona, ombrosa strada a pochi metri da Piazza Portanova animatissima, sabato sera, per l'inaugurazione. Con lui a fare gli onori di casa, presente il giornalista enogastronomico Luciano Pignataro, Giovanna Voria a cui ha delegato la direzione gastronomica, ambasciatrice nel mondo di un sistema di vita che trascende la pura e semplice alimentazione ma rafforza le relazioni interpersonali e tramanda l'identità ed i valori di una comunità. Sapiente insieme di sapori e di saperi riconosciuto dall'Unesco, anche grazie al certosino lavoro di Ancel Keys, come patrimonio culturale immateriale dell'umanità. E non basta perché la Voria non è soltanto domina dell'acclamata dieta ma anche colei che ha dato nuova vita al negletto cece di Cicerale, riuscendo con il suo entusiasmo (altro suo regno è l'Agriturismo Corbella di Cicerale) a coinvolgere diversi produttori locali riprendendone la coltivazione premiata con l'inserimento nel Presidio Slow Food.

Legume - e non poteva essere altrimenti fil rouge dell'elegante spazio dove i clienti vengono coccolati dalle prime ore del mattino a sera tarda con un menu intelligentemente mirato, ovviamente salutare e che conquista i palati esigenti con il recupero di piatti e bevande di tradizione. Piccola, piacevole rivoluzione che si concretizza in prime colazioni ed aperitivi ricchi di prodotti naturali come caffè di cicoria, cappuccino con latte d'asina di Oliveto Citra o di capra, succhi di melograna, cornetti fatti con grani antichi, crostate casalinghe e biscotti tipici come i mbriachielli a base di farina, uova, zucchero, olio e vino rosso o i morzelletti al miele e i cicerielli che annoverano tra gli ingredienti gli amati ceci protagonisti anche di un libro di successo scritto da Giovanna Voria edito dall'Ippogrifo.
Stessa attenzione per i pani, sempre preparati con farine non raffinate e macinate a pietra in cui dominano il viccio usato in Cilento per provare la temperatura del forno, il Vescuotto, tipico pane biscottato e per le pizze. Leggere, genuine e compiuta espressione del territorio come quelle al cacio ricotta cilentano od alle alici di menaica e la Cicero dominata dalla crema di ceci di Cicerale e dalla soppressata di Gioi. Il tutto accompagnato da una carta dei vini essenziale ma di alta qualità, espressione delle migliori cantine salernitane: dal Montevetrano di Silvia Imparato a Casebianche di Elisabetta Iuorio.
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Mercoledì 4 Ottobre 2017, 16:05 - Ultimo aggiornamento: 30 Settembre, 00:00
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