Mangiare in albergo al Sud
buona cucina e panorami mozzafiato

di Luciano Pignataro

Pensare di cenare in albergo non è ancora una abitudine diffusa in Italia, eppure è qui che ci sono le risorse necessarie per investire su sala, carta e materie prime. Ecco la nostra guida 2017 che tiene conto della bontà delle cucine, del contesto in cui si mangia, la disponibilità di una carta in cui si sia equilibrio tra Campania, Francia e tutto il resto e che soprattutto abbia tanta professionalità nella sala, lontani dalle risse su Facebook proprie di sfigati e parvenu. La premessa di questo elenco è che abbiamo preso alberghi con cucina e non ristoranti con stanze proprio per sottolineare questo aspetto.
Quali dunque le migliori cucine d'albergo al Sud?
Partiamo da Ischia dove da sempre sono due i grandi alberghi impegnati nell'alta ristorazione: il Regina Isabella con Pasquale Palamaro e l'Hotel Manzi prima con Nino Di Costanzo e adesso con Giovanni De Vivo. Prendiamo l'aliscafo, facciamo tappa a Napoli prima di ripartire per Capri e non possiamo non citare Il Comandante dell'Hotel Romeo, aperto tutto l'anno con una sala competente e appassionata.
Andiamo sull'Isola azzurra dove c'è l'imbarazzo della scelta ma che vede secondo noi il Quisisana riprendersi la storica leadership con il Ristorante Rendez-Vous tutto bianco su via Camerelle che vede impegnato da vent'anni Aldo D'Errico in sala e il bravissimo Stefano Mazzone in cucina.
Tappa in Penisola dove spiccano il Relais Blu con il tramonto mozzafiato e la cucina di Roberto Allocca, il Cocumella a Sant'Agnello con vista spettacolare sul Golfo e la cucina concreta di Carlo Matarrese e, a Vico, l'Accanto dell'Angiolieri con la sorpresa di Mimmo De Simone dopo una militanza al Bikini durata dieci anni. Sempre a Vico è bella e immediata, sempre efficace, la cucina di Danilo Di Vuolo allo Scrajo.
Sull'altro versante della Costiera, lungo la Amalfitana, abbiamo l'apoteosi con le due storiche doppiette di Positano e Ravello: Syrenuse e San Pietro da un lato e Villa Cimbrone con Crescenzo Scotto e il Rosselinis di Palazzo Avino con Michele Deleo dall'altro. Qui la vista raggiunge veramente la perfezione della bellezza.
Ma l'elenco non sarebbe completo se non salissimo verso la strada che da Amalfi porta ad Agerola. Ecco allora che incrociamo per prima la bellissima cucina del panzer tedesco Christoph Bob al Santa Rosa di Conca dei Marini e poi la proposta semplice e schietta di Bacco a Furore. In entrambi si mangia sospesi tra l'azzurro del cielo e quello del mare.
Ma a questi due indirizzi vogliamo aggiungerne anche due pugliesi dove la cucina d'albergo sta facendo passi da gigante grazie ad un turismo importante. Parliamo di Borgo Egnazia a Savelletri con Domingo Schingaro e il Vinilia Wine Resort a Manduria dove lavora Pietro Penna. Ancora in Salento, provate anche la proposta di Cosimo Russo da Aqua a Porto Cesareo.
Grandi cucina d'autore che rispettano il territorio e sono attente alle buone materie prime, sale dove si viene trattati con attenzione superba e professionale, atmosfere d'incanto. E, a ben vedere, si tratta anche di conti accessibili visto quello che spesso una trattoria senza qualità riesce a scucire ai turisti in questo periodo.
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Sabato 26 Agosto 2017, 16:58 - Ultimo aggiornamento: 26-08-2017 16:58
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