Capri, tutti in fila all'Aurora
dove è nata la pizza all'acqua

Mia D'Alessio e Franco Aversa
di Luciano Pignataro

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Un locale che ha fatto la leggenda di Capri e sopravvissuto ad ogni moda per oltre mezzo secolo. Ancora oggi la conquista di un tavolo qui è l'aspirazione per ogni vip che passa per Capri e facciamo prima a dire chi non c'è mai stato: nessuno. Imprenditori, artisti, politici, sportivi, gente dello spettacolo, tutti pazzi per la pizza al'acqua creata da Gennarino D'Alessio che oggi tutti imitano. Acqua, farina, mozzarella e peperoncino la formula di partenza. Perciò all'acqua. Oggi penseremmo alla lievità del'impasto, a qualcosa di leggero, in realtà era un tocco ironico riferito ai litri d'acqua necessari dopo averla provata. Certo, oggi i palati svezzati con gli omogeneizzati sono più delicati e tutto è più light.

Ma sarebbe sbagliato pensare ad un locale che celebra se stesso. La nuova generazione, siamo alla terza, qui ha voluto dire nuova comunicazione, con un sito web molto bello e professionale. Oggi impegnata in prima persona c'è la figlia di Gennaro, Mia. La cucina, caratterizzata da piatti storici della gastronomia caprese e napoletana, è affidata allo chef Franco Aversa, marito di Mia, che aggiunge fantasia e originalità per rendere l'Aurora uno dei più esclusivi ristoranti dell'isola. La famiglia D'Alessio ha portato a Capri, prima degli altri, i vini di qualità e oggi vantano una cantina infinita. Sulla scia di questa ricerca Aurora ha fondato il marchio Vino che oggi è anche una esclusiva enoteca nel centro di Capri.

Quando nacque la «pizza all'acqua» erano gli anni di «Moda Mare», di Valentino, degli stilisti più famosi del mondo che non rinunciavano mai ad una passerella sull'Isola e la pizza leggera è diventata un successone. Oggi viene servita al centro del tavolo a pranzo o a cena come benvenuto mentre la cucina di Franco si è voluta aggiornando alle tendenze mondiali pur rimanendo ben piantata nelle radici capresi e napoletane.

Aurora era però già famosa, la sua leggenda si alimenta con la frequentazione di grandi personaggi del passato, Lidio De Simone, Marino Barendson, Nino Falanga, il Barone Ardia, che la presero a frequentare quando era ancora solo pizzeria. Era l'epoca in cui sulle pareti c'erano i loro ritratti, tutti attorno allo Scoglio delle Sirene, prima della ristrutturazione del locale. Era una Italia più semplice, sopratutto ottimista perchè negli anni 60 il pil cresceva a due cifre e nelle famiglie il miglioramento delle condizioni di vita era palpabile, anno dopo anno.

Ma la grande capacità della famiglia D'Alessio è stata quella di non vivere ripiegata sui ricordi di un'epoca ormai passata. La capacità di rinnovarsi, allargando il locale e poi aprendo anche la champagneria proprio di fronte a fatto di via Fuorlovado un riferimento assoluto, dove c'è sempre fila per avere il proprio tavolo, propri come accade per le pizzerie a via Tribunali a Napoli. Una leggenda che, grazie a Mia e al marito Franco, si alimenta nella modernità, anche ai tempi dei like e degli emoticon.
 
Sabato 15 Luglio 2017, 22:20 - Ultimo aggiornamento: 15-07-2017 22:20
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1 di 1 commenti presenti
2017-07-16 09:49:16
"A fatto" con la acca, grazie

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