Melegatti, riassunti 35 dei 46 dipendenti. E il pandoro sarà sugli scaffali a Natale

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VERONA - Melegatti riparte davvero: dopo una giornata di riunioni, è stato siglato ieri sera l’accordo sindacale, che era vincolante per la sottoscrizione del rogito con cui la nuova proprietà vicentina formalizzerà l’acquisto dell’azienda dolciaria veronese, dopo essersi aggiudicata per 13,5 milioni il bando dei curatori fallimentari.

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«Siamo felici per il risultato che sostiene lo sforzo di avviare al più presto la produzione di pandoro, panettone, dolci vari nei due stabilimenti veronesi», afferma il neopresidente Giacomo Spezzapria, che conferma quindi la volontà di avviare al più presto non solo lo stabilimento storico di San Giovanni Lupatoto, ma anche quello nuovo e mai utilizzato di San Martino Buon Albergo, costruito per merendine e altri prodotti da forno. Spezzapria conferma anche «la volontà di una campagna natalizia che nel rispetto di elevati standard di qualità produttiva assicuri visibilità alla rinata Melegatti».

Quello che il presidente non dice è che, quasi sicuramente, non saranno gli stabilimenti Melegatti a sfornare i pandori e i panettoni dell’azienda per il prossimo Natale. Troppo poco il tempo a disposizione per rimettere in funzione i macchinari e, soprattutto, per adeguarli agli standard di igiene e sicurezza richiesti: la produzione quindi, per questa prima campagna, sarà  esterna. Ma, sugli scaffali dei supermercati, tornerà presto il caratteristico pandoro dalla scatola blu. L’accordo, finalizzato dal manager Denis Moro e dai consulenti Carbellin e Mensi con coinvolti, oltre alle parti sindacali anche la curatela fallimentare, prevede che l’azienda si rimetta in marcia con 35 dipendenti assunti fin da subito a tempo indeterminato. Dopo il crac, ne erano rimasti 46: di questi, ne saranno per ora riassunti solo 26, di cui 16 impiegati nella produzione e altri 10 negli uffici amministrativi e commerciali. A questi si aggiungono altre 9 assunzioni «i cui profili non erano più presenti tra i disponibili», precisa l’azienda, che aggiunge però che i nuovi sono per lo più «ex dipendenti Melegatti che rientrano in azienda». Allo stesso tempo, viene assicurato che «coloro che non rientrano in questa prima tornata di assunzioni», ovvero 20  lavoratori, «potranno essere coinvolti nei prossimi mesi», prevedibilmente in vista della campagna per la Pasqua 2019. 
Giovedì 18 Ottobre 2018, 12:16 - Ultimo aggiornamento: 18-10-2018 15:19
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