Game 4.0, è un giocattolo
la macchina pensante

di Tina Santillo*

La formula perfetta di ogni favola che si rispetti è il C'era una volta dicitura magica, classica, tuttavia; conclusa. Ma se la storia fosse appena iniziata? Se fosse il presente a colorarsi di mito, quale dicitura sarebbe la più appropriata? Perché la favola non c'era... c'è; ed inizia con l'Industry 4.0. La storia insegna, infatti, che le Rivoluzioni Industriali fossero tre e che queste abbiano segnato il passato contribuendo alla creazione del nostro presente, dei risultati ottenuti e, soprattutto, dei nostri valori incentrati sugli ormai consolidati ideali di evoluzione, innovazione e progresso. Il presente, tuttavia, dimostra che la perfezione del numero tre è ormai superata; è la volta del 4.0 ed è la città di Napoli, questa volta, a farsi teatro di questa quarta e totalmente aggiornata rivoluzione. La città, da sempre simbolo di antichità e tradizione, si fa, finalmente, portavoce di tecnologia ed innovazione presentando con orgoglio il suo Game 4.0, l'impianto che pensa. È proprio questo nuovo prototipo di impianto logistico per la produzione, chiamato affettuosamente dai suoi creatori Giocattolo, a fare luce sulle nuove frontiere raggiunte dall' Industria e a dimostrare la favolosa e sostanziale differenza tra un impianto vecchia scuola che esegue ed un impianto 4.0 dotato di autonomia decisionale. Il Giocattolo intelligente, prototipo nato da un'idea e dalla conseguente realizzazione meccanico-logistica del Dipartimento di Ingegneria Chimica, dei Materiali e della Produzione Industriale (DICMAPI) dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, in collaborazione con Dipartimento di Ingegneria elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione - è stato presentato in occasione di diversi eventi come la XXI Summer School Francesco Turco, Futuro Remoto, Maker Faire ed ha dimostrato, sotto forma di gioco, il passaggio dai sistemi di automazione industriale, attraverso quelli elettronici ed informatici, ai veri e propri sistemi cyber-fisici che non si limiteranno più a processare semplicemente un prodotto ma che arriveranno, persino, a comunicare con esso nel progredire e per il progredire del processo. Il Giocattolo partenopeo è un vero e proprio modello di simulazione di impianto logistico per la movimentazione dei materiali, capace di mettere in luce le differenze tra le logiche alla base dell'industria oramai tradizionale, sebbene ad elevato grado di automazione, e quella 4.0 facendosi strumento didattico. E dunque stimolando l'apprendimento della gestione di processi produttivi maggiormente efficaci sotto forma di competizione tra squadre. 

La particolarità di questo Giocattolo conta, oltre ai suoi quattro nastri trasportatori, tre stazioni di lavorazione, a cui se ne aggiunge una adibita all'interscambio, otto cestelli e carrelli, quattro sistemi di posizionamento sottoforma di gru, ed anche e soprattutto una rete di sensori, attuatori e microcontrollori che evidenziano come il sistema sia dotato di quelle componenti necessarie a dotarlo delle caratteristiche proprie di un sistema cyber-fisico che rispetti in pieno i principi dell'Internet of things. Riproponendo, anche a livello simulativo, le caratteristiche e i principi alla base dei sistemi di produzione di una Smart Factory tipica dell'Industria 4.0, l'impianto dimostra la sua capacità di comunicazione con altri CPS (cyber-physical system) e di saper operare in regime di autonomia decisionale con una capacità comportamentale di tipo auto adattivo che impara dalla propria storia passata e dal proprio stato presente attraverso l'elaborazione delle informazioni dai dati (Industrial Big Data). 

Un simile impianto, attraverso attività di determinazione delle quantità e capacità da caricare giorno per giorno su ciascun centro di lavoro, e attraverso attività relative alla scelta della sequenza dei lavori da svolgere nei centri di lavoro in base alla loro priorità o vincoli di precedenza ed attività relative alla definizione del programma giornaliero di produzione, con i tempi di inizio e fine di ciascuna operazione determinerà, dunque, una produzione intelligente. Una produzione efficace e soprattutto in grado di rispondere positivamente alla variabilità della domanda per un risultato totalmente in linea con le esigenze produttive imposte dalle sfide industriali.

* Università degli Studi di Napoli Federico II
Domenica 25 Giugno 2017, 21:18
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