Dal laboratorio all'impresa:
ecco i corsi «Innova SIBioC»

di Rossella Grasso

L’Italia è ottava nel Mondo per numero di pubblicazioni scientifiche, circa 1.318.466 complessive, ed è il Paese con il numero per ricercatore più alto d’Europa. A questi elevati numeri di ricerche non corrispondono altrettante iniziative aziendali. Per stimolare i ricercatori, che operano nell’ambito della Medicina di Laboratorio, a tradurre i loro studi in vere e proprie idee di business la SIBioC-Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica ha organizzato un Corso sul Trasferimento Tecnologico, che si terrà a Firenze il 16 Ottobre 2017 in occasione del 49° Congresso Nazionale SIBioC.

Il Corso è destinato a biologi, chimici, medici chirurghi, tecnici sanitari di laboratorio biomedico che non abbiano ancora compiuto 40 anni e permettere di conoscere come si costruisce, si contestualizza e si comunica una business idea partendo dall’evidenza sperimentale. Alla fine del corso sarà lanciata la call InnovaSIBioC, un percorso formativo destinato alla crescita delle idee più innovative che possano riscontrare un interesse da parte delle aziende.

«Innova SiBioC è un’iniziativa lanciata dalla SIBioC per unire due mondi apparentemente lontani come la ricerca e le aziende – ha spiegato Marcello Ciaccio, Presidente della SIBioC -  Organizziamo momenti di incontro tra ricercatori e imprenditori per confrontarsi e migliorare quelle idee che escono dai laboratori e che possano trovare utilizzo nelle aziende o per la salute pubblica o per risolvere problemi pratici legati alla medicina di laboratorio. Crediamo che pur avendo obiettivi differenti, se ricerca e aziende camminano insieme possono venir fuori risultati interessanti».

L’iniziativa è stata lanciata nel 2017 e per il momento il riscontro è stato positivo perché molte aziende hanno trovato interessanti le idee proposte nell’ambito del progetto. «È importante uscire dai laboratori – ha detto Ciaccio - dove i ricercatori hanno molte risorse di conoscenza e le aziende possono apportare il loro contributo in tecnologie si possono raggiungere più facilmente obiettivi comuni».

Che la ricerca effettuata in Italia soprattutto in campo medico e biotecnologico sia di particolare qualità è testimoniato dai dati: la media di citazioni ottenute attraverso queste pubblicazioni è del 15% in Europa, comparabili alla Germania (17,3%) e Francia (16,8). Eppure la trasformazione dei risultati della ricerca in prodotti commercializzabili soffre di barriere economiche e culturali.

«Molto spesso i ricercatori non hanno i soldi per finanziare le proprie ricerche e in Italia i finanziamenti sono pochi – ha spiegato Rossella Tomaiuolo, docente dell’ Università Federico II, tra gli organizzatori di Innova SIBioC -  ci sono anche barriere di tipo culturale: i ricercatori non sanno quali sono i prodotti migliori e quali sono gli step per portare le loro ricerche sul mercato. Non si hanno le conoscenze adeguate per capire quale progetto può essere destinato a una strategia di go to market immediata, non si sa come proteggere la proprietà intellettuale, come si accede a un brevetto o a un marchio registrato. L’obiettivo non deve essere la sola pubblicazione scientifica, ma anche qualcosa di diverso». Per questo motivo la Società che raggruppa tutte le figure che ruotano attorno ai laboratori ha deciso di organizzare occasioni soprattutto formative come quella che si terrà a Firenze.
Mercoledì 11 Ottobre 2017, 12:47 - Ultimo aggiornamento: 11-10-2017 12:47
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