Accumulare l’energia e guadagnare:
ci pensa Rethink, la startup green

di Rossella Grasso

L’economia circolare e soluzioni green sono sempre più indispensabili. Soprattutto se convengono anche al portafogli. Ci ha pensato il team di Rethink sustainable solution, la giovane startup innovativa di Campania NewSteel, incubatore certificato promosso e partecipato dall'università Federico II e da Città della Scienza. «Siamo una società di ingegneria e consulenza tecnica che vuole favorire il passaggio ad un modello di economia circolare sviluppando soluzioni in campo energetico ed ambientale integrando i canali digitali e la finanza agevolata – spiega Stefano Esposito, CEO di Rethink – Stiamo portando avanti questo progetto che si chiama Ambra Storage, un aggregatore di sistemi di accumulo di piccola taglia, batterie a servizio di impianti fotovoltaici, auto elettriche o muletti elettrici a servizio delle aziende. Li aggreghiamo affinchè possano operare sul mercato dei servizi di spacciamento in modo tale da poter bilanciare la rete di trasmissione nazionale di Terna e generare ulteriori ricavi per i proprietari di questi asset distribuiti sul territorio».

Praticamente Rethink offre soluzioni per accumulare energia mettendo insieme tanti dispositivi che possono caricare o scaricare energia e bilanciare la rete di trasmissione nazionale. Il cittadino che si è messo in rete viene pagato secondo quanto ha contribuito. «Più che la tua energia, la rete paga la tua capacità di accumulare e stoccare elettricità», spiega Esposito, ingegnere ambientale. Basti pensare che Terna, ente che gestisce la rete di trasmissione italiana, una delle più moderne e tecnologiche in Europa, per equilibrare entrate e uscite di energia spende 2 miliardi di euro all’anno. Attualmente possono accedere a questo mercato soltanto grandi impianti a fonti fossili e centrali idroelettriche. «Tramite Ambra – dice il CEO di Rethink – potranno accedere a questo mercato anche i piccoli possessori di batterie e auto elettriche».
 

Per chi possiede dispositivi a batterie il vantaggio è soprattutto economico. Anche l’ambiente ne guadagna perché si riduce l’inquinamento e il beneficio è per tutti. «È anche un modo per incentivare il consumatore a passare alla generazione distribuita, a utilizzare fonti rinnovabili e a entrare nel mercato elettrico e dei sistemi di storage. In Italia siamo i primi ad aver ideato un sistema del genere. Altre nazioni come il regno Unito e la Germania lo stanno già facendo per questioni normative, ma si tratta di iniziative di successo». L’Italia è ancora un po’ più indietro rispetto a queste cose ma Terna ha già fatto partire i primi progetti pilota per integrare i cosiddetti prosumers, i cittadini che autoproducono la propria energia, all’interno di questi sistemi come il mercato dei servizi di dispacciamento.
Mercoledì 14 Marzo 2018, 15:19 - Ultimo aggiornamento: 14-03-2018 15:43
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