Materiali plastici con i vegetali:
nuovi posti di lavoro in Campania

di Rossella Grasso

Costruire un’automobile con piante di canna da zucchero e cardi si può. Lo hanno dimostrato il gruppo di ricercatori del progetto BioPolis che da aprile 2014 hanno studiato soluzioni green per l’industria chimica. Dopo tre anni hanno materialmente prodotto pellicole, nastri adesivi, schiume, pezzi plastici per automobili e oggetti come pratiche vaschette porta cose. A toccarli sembrano fatti con le tradizionali materie plastiche e invece vengono fuori da polimeri creati a partire da sostanze vegetali trattate.

BioPoliS rappresenta il primo progetto dell'aggregazione pubblico-privata BioChamp che opera  nell'ambito della chimica verde. È costituita da sette imprese, Arca  2010, Bst, Biochemtex, Consorzio Sannio Tech, Novamont, Sapa, Socratis, e tre enti pubblici di ricerca, l'Università  degli Studi di Napoli Federico II, il Consiglio Nazionale delle  ricerche e l'Università della Campania Luigi Vanvitelli. Mettendo insieme le forze i ricercatori sono riusciti a sviluppare idee innovative e utili per le aziende, rendendole sempre più competitive nell’affrontare le nuove sfide imposte dalle nuove tecnologie e dalla necessità di difendere l’ambiente.
 

La mission di BioChamp è sviluppare una piattaforma tecnologica sostenibile che realizzi la completa valorizzazione delle biomasse  rinnovabili e la produzione green sia di biochemicals che  biocarburanti. Con il progetto BioPoliS si è dimostrata la fattibilità di processi ecocompatibili per la produzione di biosuccinato da fonti  rinnovabili non appartenenti alla catena alimentare da destinare  all'industria chimica e di bioplastiche in sostituzione di equivalenti  da fonti fossili. Il tutto in un ciclo completamente ecosostenibile che parte dallo scarto vegetale e torna ed essere ecosolubile alla fine dell’utilizzo, senza creare inquinanti. Il progetto potrebbe creare anche interessanti soluzioni ai problemi che in questi giorni devastano l'ambiente come gli incendi: basti pensare a tutto il sottobosco che aumenta la facilità di innesco delle fiamme che potrebbe essere riutilizzata per creare i biopolimeri studiati da BioPolis.

Il risultato del progetto BioPolis non porta solo benefici per l’ambiente ma anche per l’economia della Regione Campania. «Un progetto del genere dovrebbe autosostenersi dopo un investimento iniziale – spiega Martino Di Serio, docente del Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università Federico II di Napoli – Il costo del materiale finale e del polimero dell’acido biosuccinico è la metà rispetto al costo di mercato di altri polimerti tradizionali». «Abbiamo stimato che l’allestimento di un impianto per la trasformazione di 350.000 tonnellate di biomassa attualmente disponibile in 15.000 tonnellate di acido succinico potrebbe realizzare la creazione di 1.500 nuovi posti di lavoro», chiosa la professoressa Vincenza Faraco, responsabile scientifico del Progetto BioPolis.
Mercoledì 26 Luglio 2017, 15:00 - Ultimo aggiornamento: 26-07-2017 15:00
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