Avatar in corsia,
nell’era del post umano

di ​Francesco Paolo Casavola

Siamo in un’epoca nuova. Dalla scoperta della energia atomica viviamo in una fase così ricca, nelle scienze e nelle tecnologie, con un’indefinita quantità di sempre nuove applicazioni, che possiamo definire questo tempo non post-moderno, ma addirittura post-umano. Con principi, ordinamenti e regole che stanno sfuggendo a qualunque progetto, previsione e valutazione, perché siamo attratti e dominati dalla produttività e dalla velocità, con effetti i più diversi, che vanno oltre l’uso delle conoscenze. Ciò significa dimenticare quanto è stato il passato o da lì dobbiamo continuare a trarre principi insuperabili che regolano il nostro futuro? Questo è il dilemma dentro cui ci troviamo. Per rispondere, è ingenuo andar dietro a tante piccole posizioni di giudizio che nascondono interessi immediati, dimenticando i fini generali. Pensiamo al corpo umano: siamo in grado di conoscerne ogni parte per millenni nascosta. I robot ne rappresentano il suo doppio. Ma occorre ripensare una cultura che conservi l’integrità della persona, la sua dignità intangibile e la libertà personale nell’autodeterminazione. La Bioetica, come l’ha definita il suo inventore Van Rensselaer Potter, resta «un ponte verso il futuro». 
Sabato 29 Aprile 2017, 11:16 - Ultimo aggiornamento: 29-04-2017 11:16
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