Coltivare piante anche nello spazio:
a Portici il primo simulatore smart

Enea ha brevettato e realizzato presso il centro ricerche di Portici il primo microcosmo per la coltivazione al chiuso e in ambienti estremi di piante come olivo, patata, pomodoro, lattuga e basilico, utilizzando la terra. Si tratta di un vero e proprio simulatore high-tech, unico in Italia, che permette la crescita di piante anche legnose in ambienti normalmente inadatti alla coltivazione, come aeroporti, metropolitane e centri commerciali, ma anche "estremi" come aree desertiche e glaciali o nell'ambito di missioni spaziali.

L'innovazione sarà presentata al 1st Joint AgroSpace-Melissa Workshop in programma dal 16 al 18 maggio a Roma.
Realizzato in collaborazione con il Gruppo Fos, questo sistema innovativo di smart agriculture si distingue dalle serre e dalle comuni camere di crescita principalmente per l'architettura a doppio stadio, sensori per il controllo dei parametri ambientali che influenzano crescita, sviluppo e riproduzione delle piante e un sistema luci a Led che fornisce alle piante un'illuminazione di precisione mediante lunghezze d'onda selezionate invece dell'intero spettro solare.

«L'innovazione principale - evidenzia Luigi d'Aquino del Laboratorio Nanomateriali e Dispositivi dell'Enea di Portici - è rappresentata dal doppio stadio, vale a dire con due camere indipendenti: una ipogea, destinata all'allevamento dell'apparato radicale e della rizosfera della pianta, cioè dell'insieme degli organismi che vivono nella zona del substrato in cui crescono le radici; e una camera epigea, destinata all'allevamento della parte aerea e della fillosfera della pianta, cioè dell'insieme degli organismi che vivono nel suo ambiente aereo».
Lunedì 7 Maggio 2018, 20:43
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