Diventare agricoltore digitale con Biorfarm: frutta bio a casa in meno di 24 ore

di Rossella Grasso

Assaporare i frutti appena raccolti dal proprio albero si può, anche se si vive in città. Basta digitare www.biorfarm.com per diventare subito agricoltori digitali. È questa l'idea lanciata da Osvaldo De Falco e Giuseppe Cannavale, il primo calabrese, il secondo campano, che hanno ideato una piattaforma che mette in collegamento diretto gli utenti e gli agricoltori. Basta collegarsi al sito, scegliere il proprio albero e richiedere un quantitativo di frutti che può essere consegnato a casa entro 24 ore o ritirato dall'agricoltore. L'utente può scegliere la posizione dell'albero all'interno del campo, dargli un nome e seguire passo passo tutte le fasi di crescita fino al raccolto attraverso notizie e foto che l'agricoltore posta periodicamente. 
 


L'iniziativa parte a fine 2015 quando Osvaldo, figlio di agricoltori bio in Calabria, ha l'idea per risollevare le sorti dell'agricoltura e delll'azienda di famiglia. «Gli agricoltori spesso fanno fatica a farsi riconoscere il prezzo giusto per i propri prodotti - spiega Giuseppe - Poi siamo stati entrambi fuori sede, lontani dai frutti della nostra terra, in città dove tutto costava di più per cui abbiamo cercato un modo per eliminare tutti gli intermediari tra produttore e consumatore in modo da abbattere i prezzi di tutta la filiera e garantire un prodotto sicuramente bio da consumare dopo poche ore dal raccolto». Così i due hanno pensato di dare in adozione a distanza gli alberi del campo di Osvaldo a qualche amico. L'idea piace e a poco a poco i due creano un sito e aggregano altri agricoltori. «L'obiettivo è quello di creare una grossa azienda agricola diffusa con contadini sparsi per l'Italia dove ognuno offra in adozione gli alberi del proprio campo, del prodotto di eccellenza di quell'area. Vogliamo dare a tutti la possibilità di avere frutta di maggior qualità al minor costo».

Funziona così: sul sito ci sono tutti gli alberi a disposizione, basta un clik per scegliere uno o più alberi e la loro posizione all'interno del campo. L'albero sarà personalizzato con un nome e geolocalizzato. «Ad ogni tipo di adozione è legato un quantitativo di frutta - spiega Giuseppe - da quel momento sei un agricoltore digitale. Foto, video e descrizioni terranno l'utente costantemente aggiornato sull'albero e su quello che l'agricoltore sta facendo. Dal raccolto alla tavola passano massimo 24 ore».

Attualmente sono 5 gli agricoltori che hanno aderito a Biorfarm. C'è Paolo, 27enne che offre in adozione dal Trentino gli alberi di mele Golden, Fuji e Renetta e pere della Val di Non, dalla Calabria ci sono Paolo offre arance e clementine della Piana di Sibari e Guglielmo con i suoi ulivi che porta a casa l'olio prodotto. Poi c'è Antonella dalla Campania, che offre l'albicocca Pellecchiella del Vesuvio, Eleonora i limoni di Sicilia coltivati a Marsala. È tutto bio e tutto certificato.  

Con Biorfarm tutti hanno beneficio: i produttori che possono dare un prezzo giusto ai loro prodotti e i consumatori che possono mangiare frutta sicuramente bio, pagandola di meno. «Faccio un esempio - spiega Giuseppe - Prima Paolo vendeva le sue clementine a 25 centesimi al chilo. Le stesse le ritrovava a 2,50 euro al supermercato. Adesso può proporle a 90 centesimi netti. Lui guadagna di più e il consumatore le paga meno della metà». Un altro vantaggio per gli agricoltori è quello di digitalizzare la propria azienda, aprendo il mercato anche al web come impone l'industria 4.0, e fidelizzare i propri clienti con i quali hanno un contatto diretto.

«Questo tipo di soluzione ha un impatto ambientale e sociale notevole - aggiunge Giuseppe - Ambientale perchè parliamo di un tipo di coltivazione che vieta l'utilizzo di pesticidi e altri agenti chimici; sociale perchè si supporta la piccola agricoltura». H-Farm, il più grande incubatore di startup in Italia ha creduto nell'idea di Biorfarm e ha deciso di dare il suo contributo per lo sviluppo dell'azienda, ma tutt'ora è l'unico sostegno che il team ha ottenuto. Con investimenti di marketing minimi ha raggiunto già 1500 alberi adottati a più di 1000 utenti. «500 ne abbiamo affidati solo a Natale perchè molti li hanno regalati: l'albero ha un forte contenuto simbolico». 

L'iniziativa sta avendo successo e a poco a poco si sono associati anche altri 3 ragazzi, tutti del Sud e sotto i 35 anni. Adesso insieme ad Osvaldo e Giuseppe lavorano anche Vincenzo Lepera, Stefano Di Matteo e Yafa Obeng. Dal 7 dicembre i ragazzi hanno lanciato una campagna di crowdfounding e in un mese hanno già raggiunto 105.000 euro, superando di gran lunga le aspettative, segno che l'idea piace e può fare la differenza. «La campagna è ancora aperta - spiega Giuseppe - l'obiettivo è raccogliere quanto più possibile per creare un app per seguire i progressi del proprio albero real time, aumentare il numero di agricoltori, estendere l'offerta anche agli ortaggi e portare la nostra idea fuori dall'Italia con un progetto pilota in Germania».
Martedì 2 Gennaio 2018, 16:17
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