Governo, nominati sei viceministri e 39 sottosegretari. Al Tesoro Castelli e Garavaglia. Crimi all'Editoria

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Sei viceministri e 39 sottosegretari. Queste le nomine decise oggi dal Consiglio dei ministri. La cerimonia di giuramento è prevista per mercoledì alle 13 a Palazzo Chigi.

M5s e Lega accelerano dunque sul completamento della squadra del governo, dopo una impasse durata dieci giorni che ha bloccato anche i lavori del Parlamento: dopo un vertice di maggioranza non semplice si è trovata una intesa su viceministri e sottosegretari che sono stati nominati in un Consiglio dei ministri serale. L'aver riempito le caselle del governo (6 viceministri e 39 sottosegretari che giureranno domani) consente ora di formare le Commissioni permanenti di Camera e Senato, e far partire l'attività legislativa. Il vertice riunito dal premier Giuseppe Conte, ha fatto seguito ad uno dedicato ai temi economici in vista del voto delle Camere sul Def che si è concluso con un salomonico rinvio delle decisioni.

Si è chiuso invece il tira e molla sui sottosegretari, con un'accelerazione impressa anche per evitare che le frizioni tra M5s e Lega si incancrenissero. All'ora di pranzo il quadro era pressoché completato, con una serie di scelte significative sul piano politico, ma anche con alcuni importanti cambi di rotta eccellenti. L'importante ruolo di viceministro dell'Economia viene affidato al tandem Laura Castelli e Massimo Garavaglia, sottosegretari Massimo Bitonci e Alessio Villarosa. Scelte che hanno portato all'esclusione di Stefano Buffagni, bocconiano vicino a Casaleggio, che aspirava alla delega alle partecipate ed ha rifiutato il posto in un altro ministero: «Non ho accettato alcuna mediazione - si è sfogato in Transatlantico - io sono venuto qui per cambiare il Paese». Un'esclusione con tanto di polemica, questa, che però non lo colloca al di fuori della squadra di Conte che gli affida la casella di sottosegretario agli Affari Regionali. Ma la mina non è disinnescata: sono infatti le ragioni interne ai 5 Stelle che potrebbero causare il rischio che si apra un'opposizione interna, sui temi economici, nel gruppo parlamentare del Movimento. La Lega dovrebbe invece avere la presidenza del Cipe, affidata al sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti. Il premier Conte terrà invece per sé la delega ai Servizi.

Un'altra delega importante, quella alle Telecomunicazioni, che fa capo al ministero dello Sviluppo, dovrebbe essere mantenuta dallo stesso ministro, cioè Luigi Di Maio, e non da un sottosegretario, come nelle passate legislature. La delega all'editoria è anche destinata al M5S con Vito Crimi che brucia sul filo di lana Primo Di Nicola. I parlamentari M5S Davide Crippa e Andrea Cioffi e l'economista vicino alla Lega Michele Geraci entrano nel governo al Ministero dello Sviluppo Economico mentre il ministero dell'Interno non avrà un viceministro ma 4 sottosegretari: a ricoprire questa carica, saranno Nicola Molteni e Stefano Candiani della Lega mentre per il M5S sono stati nominati Luigi Gaetti e Carlo Sibilia. Come effetto domino della chiusura della compagine di governo, domani verranno eletti dalla Camera anche un questore e un vicepresidente, dopo la nomina di Riccardo Fraccaro e Lorenzo Fontana a ministri. Al posto del primo andrà Federico D'Incà, (M5s) mentre per la seconda casella in pole position c'è Raffaele Volpi (Lega) anche se il Carroccio ha accarezzato l'idea di offrirla a Fabio Rampelli, capogruppo di Fdi, per rafforzare la vicinanza del partito della Meloni al governo, pur non stando nella maggioranza. Fdi punta però a una delle due Commissioni di garanzia che spettano all'opposizione, Copasir e Vigilanza Rai, specie la seconda, che è nel mirino pure di Fi.


LE NOMINE
Alla presidenza del Consiglio dei ministri: Guido Guidesi, Vincenzo Santangelo, Simone Valente (Rapporti con il parlamento e democrazia diretta); Mattia Fantinati (Pa); Stefano Buffagni (Affari regionali e autonomie); Giuseppina Castiello (sud); Vincenzo Zoccano (Famiglia e disabilità); Luciano Barra Caracciolo (Affari europei); Vito Claudio Crimi (Editoria); Vincenzo Spadafora (Pari opportunità e giovani).

Agli Esteri: Emanuela Claudia del Re; Manlio Di Stefano; Ricardo Antonio Merlo; Guglielmo Picchi. All'Interno: Stefano Candiani; Luigi Gaetti; Nicola Molteni; Carlo Sibilia. Alla Giustizia: Vittorio Ferraresi; Jacopo Morrone. Alla Difesa: Angelo Tofalo; Raffaele Volpi. All'Economia: Massimo Bitonci; Laura Castelli; Massimo Garavaglia; Alessio Mattia Villarosa. Allo Sviluppo economico: Andrea Cioffi; Davide Crippa; Dario Galli; Michele Geraci.

Alle Politiche agricole alimentari e forestali: Franco Manzato; Alessandra Pesce. All'Ambiente, tutela del territorio e del mare: Vannia Gava; Salvatore Micillo. Alle Infrastrutture e trasporti: Michele Dell'Orco; Edoardo Ri; Armando Siri. Al lavoro e le politiche sociali; Claudio Cominardi; Claudio Durigon. All'Istruzione, 'università e ricerca: Lorenzo Fioramonti; Salvatore Giuliano. Ai Beni e attività culturali e il turismo: Lucia Borgonzoni; Gianluca Vacca. Alla Salute: Armando Bartolazzi; Maurizio Fugatti.

Dunque la pattuglia dei campani è formata da due afragolesi, la leghista Pina Castiello, originaria di Afragola, e Vincenzo Spadafora. Poi c'è Salvatore Micillo, originario di Villaricca. Completano il quadro i salernitani Andrea Cioffi e Angelo Tofalo e l'irpino Carlo Sibilia. 
Martedì 12 Giugno 2018, 21:29 - Ultimo aggiornamento: 13 Giugno, 11:33
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