Rapina al gioielliere nel Napoletano, c'è la svolta: presi tre componenti della banda, uno è ferito

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di Marco Di Caterino

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Nel corso della notte, nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord sulla tentata rapina ai danni della gioielleria Corcione a Frattamaggiore avvenuta sabato 10 febbraio, i Carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna e della Tenenza di Caivano hanno eseguito un provvedimento di fermo emesso dal Pubblico Ministero della Procura di Napoli Nord nei confronti di tre persone, per i reati di tentata rapina aggravata, detenzione e porto di arma clandestina e ricettazione, in concorso.

L'audio di una parente della vittima


Gli arrestati sono Carmine Pagnano, 30 anni, ferito alll'avambraccio, Antonio Topa, 28 anni e Pietro D'Angelo, 41 anni. I primi due sono del rione cosiddetto Bronx, in via Atellana. Il terzo, quello più anziano, che ha svolto il ruolo di palo, abita nei pressi. Secondo gli inquirenti sono anche gli autori delle numerose rapine fatte nel fine settimana Frattamaggiore ai danni di ragazzini e giovani. 



Il provvedimento scaturisce da approfonditi ed accurati accertamenti, espletati dai militari dell’Arma dopo il grave episodio criminoso nel corso del quale, a seguito della reazione del gioielliere nei confronti delle quattro persone che stavano tentando di impossessarsi di preziosi e gioielli, uno degli autori del tentativo di rapina trovò la morte. Un altro degli autori del tentativo di rapina venne arrestato in flagranza da un appartenente alla Polizia di Stato, libero dal servizio, che si trovava nei pressi e che coraggiosamente è intervenuto.

 
 

L’attività investigativa ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli altri due autori materiali del crimine e di un quinto soggetto, che aveva svolto il ruolo di permettere, con uno stratagemma, l’ingresso nella gioielleria dei 4 complici. Due dei fermati hanno reso confessione al PM nel corso dell’interrogatorio avvenuto questa notte nella Caserma dell’Arma di Caivano. Nei confronti del terzo, i gravi indizi di colpevolezza si ricavano dal rinvenimento, a seguto di perquisizione domiciliare, di un giubbino e di un paio di scarpe utilizzate, secondo un video acquisito, nel corso della tentata rapina. Uno dei fermati reca una ferita, presumibilmente d’arma da fuoco, che appare riferibile al conflitto a fuoco.
 
Martedì 13 Febbraio 2018, 09:18
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5 di 10 commenti presenti
2018-02-13 17:33:00
Siamo assurdi noi italiani ...non sappiamo a chi dare ragione o torto ...se al gioielliere o al ladro ... In ogni modo un ladro deve sempre aspettarsi una reazione Saluti
2018-02-13 16:18:07
Ma se, in sede penale, viene riconosciuta la legittima difesa, in sede civile non rischia di dover comunque risarcire la famiglia della vittima ?
2018-02-13 14:40:04
uno ucciso uno ferito è evidente che questo gioielliere ha il grilletto facile contro i criminali!!! giustizia per i poveri rapinatori!!!!!
2018-02-13 14:11:49
embè?? mi sembra ovvio che il gioelliere abbia la pistola in mano per difendersi , chiedo , la pistola dove doveva tenerla in scatola chiusa ,ba???
2018-02-13 12:59:56
Liberate i rapinatori superstiti che hanno altro lavoro da fare. Arrestate subito tutti gioiellieri che si difendono e diventata una barzelletta non e possibile che i gioiellieri girino ancora liberi e armati

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