Luca Materazzo cercò su Internet la località per la fuga in Spagna

La circostanza che la Spagna potesse essere uno dei Paesi dove si era rifugiato Luca Materazzo, arrestato per l'omicidio del fratello, era stata già presa in esame dagli inquirenti in seguito ad accertamenti svolti su un computer che l'indagato aveva utilizzato. In particolare, era emerso che alcuni giorni dopo il delitto Materazzo aveva svolto una ricerca su internet relativa a località nella zona di Siviglia proprio dove è stato catturato ieri in serata dalla Polizia spagnola. Una circostanza valutata anche alla luce di un altro indizio, ovvero l'acquisto di un biglietto per Genova che l'uomo avrebbe effettuato il 10 dicembre del 2016, ultima data in cui l'indagato viene 'localizzatò in Italia.

Si avanzò quindi l'ipotesi che Materazzo potesse essersi imbarcato su una nave nel porto di Genova, diretto in Spagna. Alle indagini per la cattura del latitante hanno partecipato la Squadra Mobile e la Guardia di Finanza di Napoli e i Carabinieri del Ros. A quanto si è appreso, Materazzo non era in possesso di documenti falsi ma della sua carta d'identità con cui si è allontanato dall'Italia. Potrebbe essere stato un controllo fatto dalla Polizia spagnola sul documento che ha portato alla individuazione del latitante. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso, e dai pm Luisanna Figliolia e Francesca De Renzis, puntano ora a verificare eventuali complicità ed appoggi di cui il latitante potrebbe aver goduto per la fuga. Dopo l'invio e la traduzione del mandato di arresto europeo, le autorità spagnole avranno dieci giorni per consegnare il detenuto che verrà sottoposto a interrogatorio di garanzia da parte del gip di Napoli appena rientrato in Italia.
Mercoledì 3 Gennaio 2018, 13:44 - Ultimo aggiornamento: 03-01-2018 13:44
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