Messaggi hot sui cellulari alle sue studentesse, indagato prof di un liceo "bene" a Roma

di Michela Allegri e Camilla Mozzetti

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Messaggi inviati sempre più spesso, ogni giorno più indiscreti, personali, spinti. E telefonate invadenti, sul cellulare di tre studentesse. A digitare il loro numero, un professore cinquantenne di una delle scuole simbolo della Capitale: il Torquato Tasso, liceo classico di via Sicilia, rione Ludovisi. Un istituto di assoluto prestigio, che vanta ex studenti illustri, da Giulio Andreotti al presidente del consiglio Paolo Gentiloni, dall’ex sindaco Walter Veltroni all’attore Carlo Verdone. Ora il docente, che insegna storia e filosofia, è stato indagato per molestie e a breve verrà interrogato in procura dal pubblico ministero Francesca Passaniti, titolare del fascicolo, che ha già ascoltato come persone informate sui fatti le studentesse - due sono minorenni - e il preside della scuola.

L’INTERROGATORIO
Davanti ai magistrati, il professore dovrà spiegare perché, nel corso dell’ultimo anno, abbia inviato sui cellulari delle ragazze messaggi inequivocabili. Il docente non è uno degli insegnanti storici del liceo: è in cattedra al Tasso da circa tre anni. Lo scandalo è esploso qualche mese fa tra corridoi dell’istituto, quando le studentesse, confrontandosi tra loro, hanno scoperto di avere in comune attenzioni non desiderate. Il professore di storia e filosofia, una delle materie principali, le contattava al cellulare e inviava in continuazione messaggi diventati troppo confidenziali. A quel punto, le alunne hanno vinto l’imbarazzo, hanno preso coraggio e si sono confidate con i genitori. Poi, insieme, hanno deciso di presentarsi in procura e di denunciare ogni cosa.

LA SOSPENSIONE
Prima di Natale le ragazze sono state ascoltate dalla pm e hanno mostrato i testi dei messaggi ancora memorizzati sui loro cellulari. Dopo il racconto delle giovani, gli inquirenti hanno convocato il preside del liceo per sentirlo come persona informata sui fatti. Il dirigente, sconcertato, ha raccontato ai magistrati di essere all’oscuro di tutto. È stata quindi inviata una segnalazione anche al Provveditorato del Lazio, che sta seguendo la vicenda con scrupolosa attenzione e, in attesa della decisione della procura, insieme alla scuola, ha già disposto la sospensione del docente. Il provvedimento è temporaneo: a indagine conclusa verrà deciso se reintegrare l’insegnante, se confermare la sospensione o se procedere con il licenziamento.

LE CHAT
A incastrare il professore, però, non ci sono solo le dichiarazioni delle ragazze e dei genitori, ma anche le chat compromettenti e indiscrete con le studentesse. Scambi di messaggi che sono immediatamente stati acquisiti dalla procura finendo agli atti del fascicolo per molestie. Nei giorni scorsi, al docente è stato inviato un invito a comparire. Dovrà quindi nominare un avvocato di fiducia e presentarsi a piazzale Clodio per difendersi dalle contestazioni.
Non è la prima volta che una scuola della Capitale finisce nel mirino della procura. Nei mesi scorsi aveva fatto scalpore il caso dell’arresto del professore di un istituto in zona Prenestina, che in aprile era finito ai domiciliari per avere molestato – anche sessualmente – alcune studentesse di 13 e 14 anni durante le verifiche. Nel 2015, invece, un insegnante del liceo Cavour era stato condannato per ingiurie, dopo aver dato della escort di Arcore ad un’alunna e avere utilizzato un linguaggio troppo disinvolto. In ottobre, un professore di inglese di un istituto di Ladispoli, in provincia di Roma, è finito a giudizio per molestie ed è stato sospeso dalla scuola: è accusato di aver infastidito le studentesse in classe, in alcune chat e durante una cena di fine anno.

LA BUFERA
Ora, la bufera rischia di travolgere un’altra scuola romana, tra le più rinomate. Una vera e propria fucina di talenti, che tra gli studenti illustri annovera anche lo scrittore Alberto Moravia e l’attore Vittorio Gassman. Intanto, tra i corridoi del Tasso, complice la pausa natalizia non ancora conclusa, nessuno commenta.

 
Mercoledì 3 Gennaio 2018, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 03-01-2018 14:43
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1 di 1 commenti presenti
2018-01-04 10:53:16
Nonostante i tanti casi scoppiati alcuni docenti continuano con comportamenti a dir poco irresponsabili. I social hanno contribuito ulteriormente ad accorciare certe distanze, che andrebbero però opportunamente mantenute. Non approvo neppure che si comunichino agli alunni quesiti e testi di versione via chat. Il tutto andrebbe assegnato a scuola. Si eviterà qualsiasi altra occasione per accorciare le distanze. Il passo verso la confidenza è breve, per cui anche espressioni troppo amicali potrebbero essere equivocate. Appartengo alla vecchia guardia: un po' di apertura va bene, ma mai oltrepassare certi limiti. Bisogna fare i professori, non gli amici degli studenti. Si eviteranno ambiguità. Se poi si va anche oltre, allora un docente , indegno del suo ruolo, va spedito altrove, a far meno danni ed a riflettere, possibilmente.

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