Napoli, il Capodanno delle stese
Armi facili, in giro 12mila pistole

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di Francesco Lo Dico

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Altro giro, altra corsa in ospedale. Le oltre 12mila bocche di fuoco, legali e illegali, attive tra Napoli e provincia colpiscono ancora. Dopo Luigi, finito in coma colpito da proiettili vaganti a Parente, stavolta la lotteria di Capodanno ha riservato lacrime e sangue a un bimbo napoletano di dodici anni, ferito alle gambe. La domanda che pochi giorni fa si è posto il nostro giornale, torna urgente ed attuale. Quante sono davvero le armi, legali e illegali, pronte a sparare a Napoli e provincia? Partiamo con i dati certi e aggiornati, che la Prefettura di Napoli ha consegnato al Mattino. Fino al 2016, erano 1381 le istanze presentate nel 2016 per porto d'arma corta, di cui 1138 quelle concesse tra rinnovi e rilasci.
 
 

Ma nel 2017, le pistole legalmente in circolo sono drasticamente diminuite: su 1163 domande, ne sono state accolte soltanto 772, di cui 716 rinnovi e 62 rilasci. In un anno sono quindi state sospese 366 licenze, grazie a un lavoro di polizia capillare che dimostra quanto spesso le armi finiscano in mani pericolose. Ma per riuscire a dare conto di quanto sia grande l'arsenale legale del capoluogo, occorre aggiungere al pallottoliere anche la somma di licenze concesse per armi lunghe, ossia i fucili ad uso venatorio e sportivo. A oggi la questura di Napoli tiene i dati in questione sotto il massimo riserbo, ma una diapositiva abbastanza affidabile può essere ricavata dalle statistiche del Tiro a segno nazionale di Napoli affiliato al Coni, dove fino a due anni fa risultavano iscritte 4500 persone. Si tratta in questo caso anche di appassionati che si allenano con armi ad aria compressa e armi noleggiate che non richiedono autorizzazioni, ma secondo i dati circa l'80 per cento dei frequentatori della struttura si compone di cittadini che hanno un porto d'armi per difesa personale o per servizio (guardie giurate, vigili urbani e militari) e di persone che hanno la licenza per il tiro sportivo. Naturalmente, come ha spiegato il dirigente del Tiro a segno partenopeo, Marco Correra, la cultura dello sport non va demonizzata, perché l'arma più pericolosa è in realtà la mente umana.

Ed è con questa avvertenza, che al calcolo dei 4500 tiratori del Coni, vanno aggiunti anche i circa 1200 che frequentano i tre poligoni privati della provincia a Castelvolturno, Giugliano e Corbara. Tra porti d'arma per pistole e fucili, siamo dunque a Napoli e provincia vicini alle 6500 licenze. Ma è un calcolo per difetto per due ragioni. Innanzitutto perché, come dimostrano i dati del Viminale, dal 2015 si è verificato in Italia un boom di licenze sportive, salite da 398mila a 483mila negli ultimi quattro anni, grazie alla nuova norma che dal 2013 ha consentito a molti furbetti di sanare la propria arma con un certificato medico. Per dare un'idea dei numeri in gioco, basta attingere ai dati ufficiali della questura di Caserta, che a fronte di soli 82 porti d'arma corta, registra in tutta la provincia 12500 licenze per fucili a uso di caccia, e 9mila concesse per uso sportivo a fine 2017.

E in secondo luogo va considerato un altro aspetto fondamentale: il numero di licenze concesse, non dice quante armi siano davvero in possesso di ogni persona autorizzata a fare tiro a volo e a segno. Il porto d'armi a uso sportivo consente infatti di detenere in base alla legge 110 del 75, un massimo di tre armi corte per difesa, di sei armi per uso sportivo lunghe o corte, e un numero imprecisato di fucili da caccia. I confini delle armi legalmente detenute sono dunque molto labili. Ma alla luce dei dati sin qui analizzati, possiamo dire con certezza che a Napoli e provincia ce ne sono almeno 6500 regolarmente detenute, alle quali si aggiungono quelle del mercato illegale. In questo caso parliamo di cifre incalcolabili, ma gli inquirenti stimano le armi abusive in circolo a Napoli e provincia in un minimo di altre seimila, per un arsenale complessivo che tra armi regolari e irregolari sfonda la soglia delle 12mila bocche di fuoco tra capoluogo e provincia.

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Martedì 2 Gennaio 2018, 08:16 - Ultimo aggiornamento: 02-01-2018 17:07
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 8 commenti presenti
2018-01-02 10:55:59
Confortiamo il " nostro sindaco " facendogli sapere che Napoli sara' pure agli ultimissimi posti della classifica stilata di recente sulla qualita' di vita delle citta' italiane ma risulta al Primo posto per quanto riguardo le " Stese "......
2018-01-02 09:23:32
Lo Stato continua ad essere assente, volendo queste situazioni sparirebbero in pochi giorni.
2018-01-02 13:50:27
E poi si dice che negli Stati Uniti è troppo facile procurarsi armi : e a Napoli ?
2018-01-02 18:03:20
Il solito, trito e ritrito, binomio: Armi uguale delinquenza. Che c’entrano le armi detenute legalmente con quelle clandestine, che c’entra il n. di porto d’armi con le armi utilizzate per le stese, che c’entrano gli Ak con i fucili da caccia, perdere un porto d’armi in Italia è facilissimo, basta una denuncia anche banale, non una condanna, solo la denuncia.12000 armi corte detenute in totale, una cifra campata in aria, se solo a Caserta ci sono circa 20.000 autorizzazioni, consideriamo che chi ha il porto ad uso sportivo compra quasi esclusivamente pistole, sommiamoli a quelli della sola Napoli ed ecco superato e di un bel po’ le 12.000. A questa cifra poi va aggiunto che quasi tutti cacciatori hanno una corta, in genere più di una, i tiratori in media tre/quattro, senza dire dei collezionisti che arrivano a centinaia di armi. Il problema non sono le armi, semplici oggetti, ma le persone che le impugnano. Sinceramente come “inchiesta” lascia molto a desiderare, detto da uno del “settore” come avrete capito e che sicuramente non vedrà pubblicato il commento
2018-01-02 10:27:02
qual è la relazione tra armi legalmente detenute, armi illegali e stese ?

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