Fisco, rottamazione bis delle cartelle

di Andrea Bassi e Luca Cifoni

0
  • 183
Sul rinnovo del contratto degli statali il governo è arrivato a un bivio. Il ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, ha promesso che i dipendenti pubblici che guadagnano ai fini Irpef tra i 24 mila e i 26 mila euro non avrebbero perso a causa dell'aumento da 85 euro lordi, il bonus da 80 euro netti voluto dal governo Renzi per tutti i lavoratori che si trovano in questa fascia di reddito. Il rebus è in che modo mantenere questa promessa. A pochi giorni dal varo della legge di Bilancio, il governo ha sul tavolo una doppia ipotesi. Ciascuna con dei pro e dei contro. La prima ipotesi è di inserire in manovra una norma di legge che sterilizzi il bonus da 80 euro. Una norma, cioè, che dica che gli aumenti contrattuali non si conteggiano ai fini del calcolo del reddito per il bonus. Tecnicamente semplice, politicamente difficilissimo.

Una norma del genere limitata al pubblico impiego farebbe immediatamente salire sulle barricate tutti i lavoratori del settore privato, per i quali non sarebbe invece prevista nessuna clausola di salvaguardia. Perché un metalmeccanico che percepisce un aumento di stipendio dovrebbe invece perdere il bonus da 80 euro?. L'alternativa è quella di affidare la soluzione alla contrattazione tra Aran e sindacati, come prevede del resto la direttiva data da Madia all'Agenzia presieduta da Sergio Gasparrini. In questo caso, però, andranno aumentate le risorse. Il governo ha già praticamente annunciato uno stanziamento di 1,6 miliardi di euro per i contratti, ma la cifra potrebbe salire fino a 1,9 miliardi. Il problema in questo caso sono gli enti locali e la sanità, per i quali il costo dell'operazione sarebbe superiore. Un altro capitolo al quale si lavora, è quello della defiscalizzazione del welfare contrattuale anche per gli statali. Una parte degli aumenti, come avviene nel privato, arriverebbe sotto forma di servizi e incentivi. Il costo della defiscalizzazione, secondo i primi calcoli, potrebbe arrivare fino a 600 milioni. A proposito di impegni finanziari, è confermato che poco meno di cento milioni saranno disponibili per portare verso l'alto le retribuzioni dei dirigenti scolastici. Ci saranno inoltre assunzioni di personale Ata.

Intanto è quasi pronto il decreto fiscale che come già avvenuto lo scorso anno anticiperà alcuni dei contenuti della manovra e che potrebbe essere approvato già domani. A partire dalla riedizione della rottamazione delle cartelle, ovvero la possibilità di mettersi in regola con tributi e multe a suo tempo non pagati e iscritti a ruolo, risparmiando sulle sanzioni. I dettagli della misura potrebbero subire qualche ritocco, ma i punti chiave sono tre. Il primo è l'estensione temporale: saranno incluse nella definizione agevolata anche le cartelle del primo semestre di quest'anno, con possibilità per il Parlamento di allargare ulteriormente alla seconda metà del 2017. Inoltre saranno riammessi i contribuenti che alla prima scadenza non avevano potuto aderire, perché non in regola con i precedenti piani rateali: non sarà comunque una riapertura indiscriminata ma con alcuni filtri. Infine ci sarà una sorta di proroga per coloro che avevano sì aderito alla rottamazione, ma poi non erano stati in grado di pagare - magari in parte - la rata di luglio o quella di settembre: potranno rientrare nei termini e mettersi in regola con un modesto aggravio, probabilmente solo in termini di interesse legale.
Giovedì 12 Ottobre 2017, 09:59 - Ultimo aggiornamento: 13-10-2017 08:35
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP