Unipol, via al riassetto. Creata una band bank con 3 miliardi di sofferenze

Riassetto in casa Unipol: la holding bolognese che controlla il gruppo ha approvato un «progetto di razionalizzazione del comparto assicurativo» che prevede il trasferimento alla controllata UnipolSai delle partecipazioni in Unisalute, Linear e «qualora ne ricorrano le condizioni e i presupposti» anche del 63,39% di Arca Vita. Approvato anche il progetto di una bad bank, in cui confluiranno i crediti in sofferenza di Unipol Banca, pari a circa 3 miliardi di euro, così da «facilitare» eventuali aggregazioni della good bank.

Il riassetto varato da Unipol è «un ulteriore passaggio per dare al gruppo una chiara configurazione e per creare le condizioni per una più efficace gestione integrata di tutte le nostre attività», ha detto l'amministratore delegato del gruppo Unipol, Carlo Cimbri. «Il progetto - precisa la società in una nota - mira ad aggregare l'intero business assicurativo riferibile al Gruppo Unipol sotto il controllo di UnipolSai, con numerosi benefici in termini di coerenza ed efficacia nel governo degli indirizzi e nel coordinamento, organizzativo e operativo, dell'intera attività assicurativa». È comunque previsto che venga conservata «l'identità e l'autonomia societaria delle singole compagnie».

La holding incasserà 875 milioni dalla controllata UnipolSai per la cessione di Unisalute e Linear. I proventi della vendita permetteranno alla holding di neutralizzare gli impatti negativi legati alla creazione della bad bank dell'altra controllata Unipol Banca. I valori della transazione, una operazione tra parti correlate, sono stati determinati dagli advisor Jp Morgan per UnipolSai e Mediobanca per Unipol.

La creazione di una bad bank per Unipol Banca, accompagnata da un innalzamento delle coperture del portafoglio crediti deteriorati, avrà un «presumibile effetto negativo di 780 milioni di euro» sul risultato consolidato di Unipol che «sul piano civilistico» verrà compensato con le «plusvalenze derivanti dalla cessione di Linear e Unisalute, lasciando sostanzialmente inalterate le prospettive reddituali» per l'esercizio.

«Facciamo questa operazione senza chiedere un soldo agli azionisti», ha detto ancora Cimbri, sottolineando che «nessuna banca in Italia ha potuto fare un'operazione del genere senza chiedere soldi al mercato». «La banca aveva questo problema» di crediti deteriorati «che il gruppo assorbe con i propri mezzi patrimoniali, non ci sono altri gruppi in grado di farlo», ha proseguito.

Nell'ambito del riassetto, chiusa anche l'alleanza con Banco Bpm. L'istituto ha messo infatti fine agli accordi di bancassicurazione con Unipol, con cui aveva una joint venture nel settore vita (Popolare Vita), e con il gruppo Aviva (Avivapop Assicurazioni), con cui aveva una joint venture in quello della protezione. 

La Borsa ha accolto l'operazione facendo salire Unipol, in rialzo del 2% anche se sotto i masimi, e vendendo UnipolSai (-3,7%).



 
Venerdì 30 Giugno 2017, 08:52 - Ultimo aggiornamento: 30-06-2017 11:46
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