Tim, accordo nella notte: in salvo 2.500 lavoratori campani

di Elena Romanazzi

La fumata bianca è arrivata alle 3.30 di notte. Scongiurata la Cigs per 29.736 dipendenti della Tim e evitata l'uscita senza alcun tipo di paracadute di 4.600 persone considerate esuberi. Lasceranno il posto ugualmente, ma con esodi incentivati nell'arco di un triennio e su base volontaria. Si è chiusa così e in modo positivo una vertenza che ha visto per la prima volta come mediatore il neo ministro del super ministero Lavoro-Sviluppo Economico Luigi di Maio, protagonista al tavolo della trattativa fino a mezzanotte quando il più era fatto. «È importante - spiega Di Maio - avere accolto le richieste dei sindacati e che l'azienda si sia resa disponibile ad accettare un compromesso». Al quale ha applaudito anche l'ex ministro Carlo Calenda.

L'azienda ha accolto le proposte dei sindacati ed ha trasformato la Cigs in solidarietà difensiva. In sostanza ogni dipendente resterà a casa complessivamente per 26 giorni, due al mese per dieci mesi e tre per i restanti due mesi, con una decurtazione della busta paga che si aggira intorno al 10%. Per gli esuberi, invece, 1.000 lavoratori saranno collocati in prepensionamento già nel 2018 con l'isopensione (un trattamento a cui accede il lavoratore che sottoscrive un accordo di esodo con prepensionamento a carico dell'azienda). Nel nel biennio 2019-2020 potranno essere prepensionati i lavoratori che maturano il diritto entro il 31 dicembre 2024-2025 rispetto ad una base esodabile individuata di massimo 4.000 unità. Tim si è detta pronta ad aprire anche una trattativa, non subito ma dopo l'estate sulla contrattazione di secondo livello.
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Mercoledì 13 Giugno 2018, 10:51 - Ultimo aggiornamento: 13-06-2018 10:51
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