Ue, Tajani: «Ora tassare i colossi del web»

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di Italo Carmignani

dal nostro inviato  
BRUXELLES Europa first, anzitutto l’Europa. Ma non nella imposizione di dazi per creare protezionismo, bensì per impedire la valanga incontrollata imposta sul Web dalle grandi piattaforme di Internet che si chiamino Google o Facebook, tanto per fare dei nomi. Per fermare, o comunque, gestire, quanto per ora sono costretti a subire i 500 milioni di cittadini europei. «Europa prima, soprattutto nelle regole da rispettare e nell’etica del web, dove non deve essere possibile l’accesso alla pedopornografia, come ai proclami dell’Isis e dove non può esserci il monopolio della pubblicità che viene sottratta ai giornali, le televisioni e le radio. Quindi? Quindi intanto serve una tassa, un po’ come faceva Robin Hood, togliere ai ricchi per dare ai meno ricchi, e siccome i giganti del web sono molto ricchi, è bene che comincino a pagare le tasse». Senza giri di parole, il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, spiega il concetto intervenendo alla conferenza di alto livello sul futuro dell'economia digitale nell'Ue tenuta oggi, 25 aprile, anniversario della Liberazione, ma anche giorno in cui WhatsApp annuncia la volontà di voler controllare l’accesso dei minori alla sua messaggistica ormai diventata virale.

 

 
LA SFIDA
E se da una parte è l’Internet degli abusi a preoccupare, dall’altra è il Web delle occasioni a tenere alti l’attività e l’interesse del Parlamento europeo. Lo dice, presentando le proposte della Commissione in materia di diritto societario, la commissaria europea alla Giustizia Vera Jourova, che insieme a Tajani segue con particolare attenzione il comparto informatico. «Modernizzeremo le leggi sulla registrazione delle imprese, aggiornandole all'era digitale. Si potrà creare una società interamente online: al momento solo in 17 Stati membri si offre questa possibilità». I vantaggi sono innegabili: «La registrazione on line - ricorda la commissaria - in media richiede la metà del tempo di quella cartacea ed è anche tre volte più economica. Per renderla più semplice, faremo sì che le società dovranno fornire le stesse informazioni solo una volta».
 
L’ATTACCO 
Una volta digitalizzate, le imprese non avranno più velocità diverse tra quelle grandi e quelle piccole, tutte avranno la stessa possibilità. E per fare questo i fondi possono arrivare proprio dalla tassazione dei ricchissimi giganti del Web che guadagnano anche grazie alle complicità europee. Ancora Tajani: «Una web tax europea è necessaria perché i giganti del web non siano al di sopra della legge, ma soggetti alle stesse regole previste per le altre imprese». Ma il presidente non si sottrae neanche a una tirata d’orecchie: «Quando alcuni Stati europei offrono condizioni irrisorie e inique a multinazionali e giganti del web per attirarli sul proprio territorio - aggiunge - di fatto danneggiano tutta l'Unione». 

ASPETTO ZUCKERBERG
Nel suo effetto dirompente, lo scandalo Facebook-Cambridge Analytica ha comunque evidenziato che l'Ue è all'avanguardia in materia di rispetto della privacy. A riguardo, Tajani ha ricordato la disponibilità di Mark Zuckerberg: «L’ho chiamato a rispondere sulla vicenda dei dati elettorali perché dobbiamo pretendere tutti i chiarimenti necessari sul possibile utilizzo dei nostri dati per manipolare i risultati elettorali, a cominciare dal referendum sulla Brexit. Per questo, ho invitato Mark Zuckerberg a comparire di persona davanti al Parlamento per rispondere a 500 milioni di europei. E lui che ha detto? Massima collaborazione, subito sarebbe venuto il vicepresidente di Facebook. Ma non ho accettato, aspetto lui». 


 
Mercoledì 25 Aprile 2018, 19:46 - Ultimo aggiornamento: 26-04-2018 15:12
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