Ripresa Usa, la Fed alza i tassi:
danaro più caro

di Flavio Pompetti

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New York. La Federal Reserve americana ieri ha deciso di aumentare il tasso di sconto sui prestiti alle banche di un quarto di punto percentuale. La forchetta sale quindi tra i 75 centesimi e l'intero punto, esattamente come era stato pronosticato con largo consenso alla vigilia. La Fed conferma che intende applicare almeno altri due aumenti nel corso del 2017, e altri tre nell'anno successivo. L'accelerazione del passo nelle decisioni del direttivo è evidente. Il primo aumento a fine 2015 che interrompeva 8 anni di politica del tasso zero, è stato seguito solo a dodici mesi di distanza dal secondo scatto. Il terzo invece arriva con uno scarto di soli tre mesi, ed è foriero di altri interventi. L'unico elemento di novità nel comunicato che chiude il summit di due giorni della Fomc, è una maggiore fiducia nella crescita progressiva del costo del denaro nei prossimi anni. Il numero di consiglieri che dubitavano che i tassi avrebbero raggiunto e superato la quota del 3% dopo il 2018 è sceso: da 7 due mesi fa, a 3 nella corrente lettura. Il direttivo della banca centrale sembra aprirsi ad uno spiraglio di fiducia sulla capacità dell'economia di rinforzarsi in futuro, a dispetto dell'attuale letargia. La crescita del Pil americano nel 2016 è stata dell'1,6%, e il primo trimestre del 2017 non sembra stare viaggiando ad una passo più rapido. Di fronte alla domanda: «Avete calcolato gli effetti che le proposte di riforme fiscali del governo Trump avrebbero sull'economia?» la direttrice Janet Yellen ha risposto che alcuni consiglieri hanno presentato nelle loro note considerazioni sui tagli delle tasse promessi dall'esecutivo, ma che la Fomc non è in grado di decidere sulla base di progetti che non hanno ancora nemmeno una forma documentale.

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Giovedì 16 Marzo 2017, 08:26
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