Professionisti, via libera al cumulo contributivo

di Luca Cifoni

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Roma. Dovrebbe finalmente partire anche per i professionisti il cumulo contributivo, ovvero la possibilità di andare in pensione unendo in un solo trattamento i contributi versati a gestioni diverse. Ieri il ministero del Lavoro ha dato il proprio nulla osta alla circolare approntata dall'Inps, che era il tassello mancante per applicare il cumulo alle casse previdenziali private. La soluzione delineata prevede di dividere in due il trattamento: la prima parte sarà versata direttamente dall'Inps sotto forma di anticipo, mentre la seconda di competenza della cassa arriverà in seguito. In questo modo si dovrebbe risolvere il problema dei costi, potenzialmente maggiori per questa platea perché gli istituti privati prevedono requisiti di pensionamento diversi. Con la prossima legge di bilancio poi dovrebbero essere rese disponibili le risorse finanziarie aggiuntive.

Tutto nasce dalla precedente legge di bilancio, quella approvata lo scorso autunno. Nell'ambito di un pacchetto di norme sulla previdenza, si voleva trovare una soluzione per coloro che avendo fatto lavori diversi, versando quindi i contributi a differenti istituti, hanno necessità di unirli per ottenere una pensione. In precedenza c'erano essenzialmente due possibilità: la ricongiunzione onerosa (solitamente con una spesa consistente) o la totalizzazione, gratuita ma con un trattamento meno conveniente.

In realtà dal 2012 esisteva anche un altro istituto, il cumulo gratuito, ma era riservato a coloro che non avessero maturato il diritto autonomo alla pensione in uno degli istituti. Quindi poteva servire come extrema ratio per andare in pensione, ma non per rendere più congrua quella a cui si aveva diritto: i contributi versati da un'altra parte andavano insomma persi. La legge di Bilancio ha cancellato questo vincolo, aggiungendo la possibilità di sfruttare la via del cumulo anche per la pensione anticipata oltre che per quella di vecchiaia.

Nel corso dell'iter parlamentare però il nuovo meccanismo è stato esteso in modo abbastanza frettoloso alle Casse previdenziali private, senza tenere conto proprio della differenza di requisiti. L'Inps a marzo aveva emanato la circolare per il caso generale, riservandosi in seguito ulteriori istruzioni relative agli altri istituti. Complessivamente, la relazione tecnica alla legge stimava in 7.800 gli interessati per il primo anno, con un esborso per lo Stato vicino ai 100 milioni: ma i professionisti coinvolti potrebbero essere molti di più. Di questo non si era tenuto conto al momento di approvare l'emendamento.
 
Mercoledì 11 Ottobre 2017, 08:17 - Ultimo aggiornamento: 11-10-2017 13:49


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