Pernigotti, la storica fabbrica di cioccolato resterà in Italia

Pernigotti, la fabbrica di cioccolato resterà in Italia
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Pernigotti intende restare in Italia e ha già avviato colloqui con realtà italiane del settore dolciario con l’obiettivo di affidare la produzione. A precisarlo una nota della stessa societa in cui si legge: «In riferimento alle notizie pubblicate sulla società a seguito dell’annuncio della chiusura delle sole attività dello stabilimento di Novi Ligure, è intenzione dell’azienda dare corso all’esternalizzazione delle proprie attività produttive unicamente presso il territorio nazionale».

«Come già ribadito anche in sede di confronto con le parti  sociali, nel rispetto della storicità del brand Pernigotti e con l’obiettivo di mantenere la qualità distintiva dei propri prodotti - prosegue la nota- la societa’ sta procedendo all’individuazione di partner industriali in Italia, a cui affidare la produzione, coerentemente anche con l’obiettivo di cercare di ricollocare il maggior numero possibile di dipendenti coinvolti presso aziende operanti nel medesimo settore o terzisti». «A tal fine - conclude la nota - l'azienda sta già dialogando con alcune importanti realtà italiane del settore dolciario».

Mise convoca tavolo crisi - Il caso Pernigotti approda al Mise che ha annunciato di voler aprire il tavolo di crisi il prossimo 15 novembre, convocando dunque azienda e sindacati. Al centro la discussione della situazione produttiva e occupazionale della società acquistata nel 2013 dalla famiglia turca Toksoz che ha comunicato nei giorni scorsi ai sindacati la chiusura dell'azienda di Novi Ligure che occupa complessivamente circa 180 lavoratori, tra diretti e interinali. «Sulla delicata situazione della società Pernigotti il governo è presente e lavora per trovare al più presto una soluzione. Capiamo perfettamente lo stato d'animo dei dipendenti e non li lasceremo soli in questo momento di crisi», commentano il sottosegretario al lavoro Claudio Durigon e il capogruppo alla camera della Lega Riccardo Molinari che ricordano come «ci siamo attivati per convocare un tavolo di crisi e, grazie anche al ministro Di Maio, il 15 novembre a partire dalle 10.00 ci incontreremo al Mise».
Venerdì 9 Novembre 2018, 10:16 - Ultimo aggiornamento: 09-11-2018 13:01
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4 di 4 commenti presenti
2018-11-09 18:07:38
l'effetto M5STARS comincia a dare i suoi frutti grazie ad i provvedimenti delocalizzazione adottati dal governo a sostegno di progetti di rilancio delle grandi imprese che consentano di prevenire e contrastare le cessazioni di attività sul territorio nazionale, anche in connessione a scelte di delocalizzazione produttiva in altri Paesi, mediante operazioni di ricollocamento delle attività imprenditoriali sul mercato, fino al mantenimento dei livelli occupazionali preesistenti.
2018-11-09 17:05:47
Forse solo un operazione di facciata per non perdere la preziosa clientela italiana. Una volta chiusa la fabbrica e dato qualche appalto per qualche anno a qualche azienda terza man mano la produzione si sposta altrove senza troppi rumori, io non mi fiderei, non esiste nessun motivo per dare una produzione a terzi quando già esiste una realtà produttiva senza pagare a terzi.
2018-11-09 14:50:23
Mi spiegate come fa Pernigotti in mano turca a non accettare la chiusura e cercare partner per la produzione in Italia? E' di proprietà turca o non lo è? I giornalisti non sanno più scrivere a prova di scemo quale sono io
2018-11-09 14:38:11
ma chi selì mangia sti mattoni? ma chiudete acchì volete affliggere?

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