Pernigotti, chiude stabilimento di Novi Ligure: 100 a casa. L'azienda chiede un anno di cigs

Pernigotti, chiude stabilimento di Novi Ligure: 100 a casa. L'azienda chiede un anno di cigs
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Chiude i battenti lo stabilimento Pernigotti a Novi Ligure. Lo annunciano i sindacati al termine dell'incontro con i rappresentanti della proprietà dell'azienda dolciaria, passata al gruppo turco Tuksoz. «L'amministratore delegato era accompagnato dai legali e ci ha comunicato che non sono interessati allo stabilimento.

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Ciò significa 100 lavoratori a casa e altrettante famiglie in difficoltà - rivela Tiziano Crocco (Uila) - I pochi impiegati del settore commerciale che rimarranno saranno trasferiti a Milano». Domani i sindacati incontreranno i lavoratori; incontro alle 11 con il sindaco Rocchino Muliere in Municipio. «Dalle 13 assemblea con i lavoratori per decidere la mobilitazione. Sarà un'iniziativa forte per rimarcare il duro colpo che subiranno la città e l'economia della provincia».
 
 


Il sindaco dice no. «Una decisione assurda e inaccettabile. Occorre capire le cause che hanno portato la proprietà a presentare sempre solo perdite, nonostante il settore dolciario tiri. Una proprietà che non ha mai investito un euro sullo stabilimento. Ho già informato il prefetto Antonio Apruzzese e tutti i parlamentari del territorio, perchè la questione deve diventare di rilievo generale ed essere trattata a tutti i livelli istituzionali con la massima attenzione». Così il sindaco di Novi Ligure (Alessandria), Rocchino Muliere, dopo l'annunciata chiusura della Pernigotti, storica azienda del cioccolato. Il primo cittadino si dice «al fianco di operai, rsu, sindacati, con i quali definire i passi successivi da fare per trovare, insieme, soluzioni alternative alla cessata attività. Non rinunceremo mai a un marchio storico, che la proprietà vorrebbe tenere, ma non si sa per cosa farne. La Pernigotti è patrimonio di Novi e dei novesi, oltre che un grande nome conosciuto che non può finire così».

VIDEO Lo storico spot della Pernigotti

 

L'industria dolciaria Pernigotti ha chiesto un anno di cigs, dal 3 dicembre 2018 al 2 dicembre 2019, per i 100 dipendenti dello stabilimento di Novi Ligure (Alessandria) dove cesserà la produzione e «si adoprerà affinché il personale possa essere ricollocato presso aziende del settore o terzisti durante o al termine del periodo di cigs». Lo precisa l'azienda, in una nota. «A garanzia della salvaguardia di un brand storico, l'azienda continuerà nella distribuzione e commercializzazione dei prodotti alimentare, mentre procederà all'individuazione di partner eccellenti a cui affidare la produzione dei propri articoli».  
Mercoledì 7 Novembre 2018, 10:37 - Ultimo aggiornamento: 07-11-2018 19:25
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5 di 5 commenti presenti
2018-11-09 09:24:55
Un privato vende una azienda ad un altro privato che la chiude per delocalizzare in un paese con costo del lavoro dimezzato e noi paghiamo con le nostre tasse pubbliche anni di CIGS ai dipendenti : meccanismo infernale che andrebbe cambiato, specie se questa azienda ha incassato anche contributi pubblici .
2018-11-07 17:58:48
Altra azienda italiana che chiude o finisce nelle mani dei magnati stranieri!
2018-11-07 15:02:03
essè patrimonio di Novi e dei novesi vuò dire che celi mettono loro i sordi ma chi seli mangia sti gianduiotti? sti cosi appappagnati che si mettono sullo stomaco. uno si mangia un ferrero rosciè chè più fino
2018-11-07 13:42:59
Poco a poco tutte le aziende che erano il vanto dell'Italia , sono state cedute,svendute , smembrate.... Siamo stati poco attenti, dovevamo offrire ad acquirenti stranieri i nostri politici degli ultimi 40 anni....
2018-11-07 13:10:53
NOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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