Pensioni, quota 100 da febbraio. Assegni d'oro, rc auto, fisco: le misure

Di Maio, Conte e Salvini
ARTICOLI CORRELATI
10
  • 604
Pensioni, reddito di cittadinanza, flat tax. Ma anche sterilizzazione degli aumenti dell'Iva e pace fiscale. Ecco la manovra da 37 miliardi del governo gialloverde.

LEGGI ANCHE Manovra, tregua pensioni-fisco. Resta il nodo condono e assegni d'oro

 

NIENTE CLAUSOLE IVA PER 12,5 MILIARDI - Il primo impegno del contratto di governo è la sterilizzazione degli aumenti che scattano il primo gennaio 2019 (dal 10 all'11,5% per l'aliquota più bassa, dal 22 al 24% per quella più alta).

PENSIONI A QUOTA 100 - Il superamento della legge Fornero è una misura che entrambe le forze di governo inseguono e rivendicano. L'obiettivo è di garantire la possibilità di andare in pensione a chi tra età e contributi arriva a 'quota 100', probabilmente partendo dalla combinazione 62-38. Il costo è di 7 miliardi di euro e il meccanismo dovrebbe partire a febbraio.

REDDITO DI CITTADINANZA E CENTRI IMPIEGO - Per la bandiera del M5S servono 9 miliardi (di cui 2,6 da attingere dalle risorse già stanziate per il Rei) a cui aggiungere un ulteriore miliardo destinato al rafforzamento dei centri per l'impiego. L'attivazione vera e propria della misura dovrebbe scattare in primavera. L'assegno da 780 euro, secondo quanto annunciato finora, verrà caricato sul bancomat, con una sorta di monitoraggio degli acquisti. Il sostegno sarebbe garantito solo a patto di frequentare corsi di formazione e di prestare 8 ore a settimana di lavoro socialmente utile. Il reddito verrebbe meno dopo il rifiuto di tre offerte di lavoro, ma con una specifica «geografica», con l'obiettivo di non penalizzare cioè chi non accetterà come prima offerta un'occupazione al di fuori della propria città o Regione.

«PACE FISCALE» AL 20% CON TETTO 100.000 EURO - L'accordo raggiunto dopo un lungo braccio di ferro sul decreto fiscale collegato alla legge di bilancio stabilisce un'aliquota al 20% per sanare il pregresso di chi ha già presentato la dichiarazione dei redditi. Sarà prevista l'opzione di dichiarazione integrativa ma con la possibilità di far emergere fino ad un massimo del 30% in più rispetto alle somme già dichiarate e comunque con un tetto di 100.000 euro. Per ridurre il contenzioso, si potranno inoltre sanare le liti con il fisco pagando senza sanzioni o interessi il 20% del non dichiarato in 5 anni in caso di vittoria del contribuente in secondo grado (o il 50% in caso di vittoria in primo grado). Allo stesso tempo, con la rottamazione ter delle cartelle Equitalia saranno cancellati sanzioni e interessi, dilazionando i pagamenti in 20 rate in 5 anni e arriverà lo stralcio delle minicartelle sotto mille euro accumulate dal 2000 al 2010.

DALLE PENSIONI D'ORO 1 MLD IN 3 ANNI - Il taglio delle pensioni sopra i 4.500 euro netti al mese nella parte di assegno non coperta dai contributi pagati porterà nelle casse dello Stato un miliardo di euro nell'arco di un triennio. La precisazione temporale è arrivata dopo gli annunci di Luigi Di Maio.

FLAT TAX PER GLI AUTONOMI - Il forfait esiste già ed è al 15% per i professionisti con ricavi fino a 30.000 euro e per le altre categorie con ricavi fino a 50.000 euro. L'obiettivo è estendere la platea ad autonomi, Snc, Sas e Srl che optano per il regime di trasparenza con ricavi fino a 65.000 euro. Dai 65.000 ai 100.000 euro si pagherebbe un 5% addizionale. Le start up e le attività avviate dagli under35 godrebbero di un supersconto al 5%. Il costo è di circa 600 milioni il primo anno e di 1,7 miliardi a regime.

SGRAVI IRES, SU UTILI REINVESTITI TAGLIO AL 15% - L'aliquota al 24% scenderebbe di 9 punti sugli investimenti in ricerca e sviluppo, in macchinari e in assunzioni stabili. Il costo sarebbe di 1,5 miliardi di euro. Dovrebbero essere anche confermati gli ammortamenti di Industria 4.0.

ADDIO A SCONTI ACE E IRI - Per finanziare le agevolazioni fiscali alle imprese saranno abolite l'Ace, l'Aiuto alla crescita economica, e la mai nata imposta ridotta Iri, destinata al mondo delle Pmi e attesa dal primo gennaio 2019. Il recupero finanziario è di circa tre miliardi.

7 MILIARDI DI TAGLI, ANCHE SU IMMIGRAZIONE - Per legge i ministeri devono già operare tagli per un miliardo di euro l'anno. Lo sforzo richiesto potrebbe essere però ben superiore, pari a 3-4 miliardi. Promesso un taglio di 1,3 miliardi in tre anni spesi per l'immigrazione, di cui 500 milioni nel 2019

DA INVESTIMENTI SPINTA AL PIL - Il capitolo investimenti è quello più gradito al ministro dell'Economia, Giovanni Tria. È previsto che valga lo 0,2 del Pil, pari a 3,5 miliardi. Oltre alle risorse finanziarie si punta a sbloccare gli investimenti a livello locale con uno sblocco dei bilanci dei Comuni (anche quelli in perdita) e con una revisione della soglia per gli appalti senza gara.

DECRETO TAGLIA LEGGI, NORME SU RC AUTO - La novità è l'arrivo di un secondo decreto, che scorpora dal dl fiscale norme altrimenti non omogenee. Il dl rinominato «taglia scartoffie e leggi inutili» cancella oltre 100 adempimenti per le imprese e ingloba misure per garantire una Rc auto
«più equa»; per sancire l'incompatibilità tra ruolo di governatore regionale e commissario alla sanità «per non avere più casi De Luca»; per bloccare i pignoramenti della casa per chi ha crediti verso la P.a. (norma Bramini) e per bloccare «i medici furbetti che aumentano la lista di attesa per l'intramoenia».
Lunedì 15 Ottobre 2018, 17:49 - Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre, 13:23
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 10 commenti presenti
2018-10-16 06:58:19
Il migliore governo possibile fa le cose che ha promesso, può non piacere, ma non si può dire che non sia coerente. Con il Pd abbiamo avuto solo aiuti alle banche ed al capitale internazionale, austerità e debito stellare. Premi nobel come Stiglitz più volte hanno definito la politica dell'austerità, una politica esiziale. La scommessa è far ripartire i consumi e credo ce la faranno.
2018-10-15 22:39:34
E un ottima manovra pensione, pace fiscale, Rc auto, ma quello che non convince è il reddito di cittadinanza che andrà nelle mani dei falsi disoccupati, falsi affittuari, falsi invalidi, conosciamo bene che ci sono una vastissima dissociazione ma questi disoccupati guadagnano al nero e pensiamo come li arrichiamo con una lavoro a nero da 1000 euro più i 780 euro del reddito di cittadinanza con una casa popolare piena di condizionatori, antenna per il pizzotto e vasca di idromassaggio, per non dire di quei ricconi che dividono l'appartamento per far benificiare al figlio/a il reddito di cittadinanza perché non riesce a trovare lavoro, tutto bene mala manovra del reddito di cittadinanza deve essere studiata contro i falsi poveri.
2018-10-15 20:34:55
L’idea è questa: «Il Nord ci ha sempre sfruttato, ora deve mantenerci». Spiegare i 5 Stelle non è difficile: variante italiana del peronismo, sono i rappresentanti di un Mezzogiorno che chiede più Stato e più sussidi. La Lega è più difficile da inquadrare. Rappresenta una parte del Nord produttivo, un Nord che chiede riduzione delle tasse, meno burocrazia, sostegno alle grandi opere, più sicurezza. Ma la Lega ha anche posizioni come il putinismo o l’antieuropeismo spinto fino al rischio di farci scivolare fuori dall’eurozona. Il rischio incombente è che, se non ci sarà una brusca frenata, finiremo nel burrone; se il governo giallo-verde non farà una giravolta (come quella del governo Tsipras in Grecia quando si trovò con le spalle al muro) non potremo evitare una deriva, e una débâcle sudamericana. (Angelo Panebianco - Corsera).
2018-10-15 20:21:15
Insomma una cosa l'abbiamo capito: questi non hanno fatto ancora niente e sono tutte fesserie quello che dicono!
2018-10-15 19:55:05
Finalmente dopo tanti no, l'unica cosa che non tollero, quando Salvini spara delle caz.... tipo chiusura negozi etnici alle 21:00, perde molto a fronte delle tante cose giuste e condivise che dice. aggiungo per m Yuri Dobrovic, ma prima di questo governo, cosa c'era di migliore, aspetta prim a gli esiti e poi fai i commenti, forse era meglio per calamare "i mercati" dovevano far illudere gli Italiani e senza nulla di concreto, solo non vedendo le solite faccie " appese" di vecchi parlamentari e vedere giovani ministri con un bel bocale di birra, già è un'altra Italia.

QUICKMAP