Monte Paschi di Siena, via 600 filiali
almeno 5500 gli esuberi

di Rosario Dimito

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ROMA La nuova vita del Montepaschi pubblico, rilanciato dalla ricapitalizzazione precauzionale da 8,1 miliardi passa attraverso una cura dimagrante al 2021 di 5.500 dipendenti in uscita, dei quali 4.800 con il fondo esuberi, 450 con la vendita di attività estere, 750 rientranti nel turnover; la chiusura di 600 filiali che riducono la rete a 1.400 sportelli, il ridimensionamento delle strutture di governo commerciale (Aree Territoriali e Direzioni Territoriali Mercato) e la rifondazione del modello di business.

«È una svolta importante, una pietra miliare che mira a ripristinare un percorso di crescita per Mps», ha detto l’ad Marco Morelli ieri a Milano presentando al mercato il nuovo piano di ristrutturazione approvato il giorno prima dalla Commissione Ue che ha messo il bollino sugli aiuti di Stato per 5,4 miliardi da parte del Mef e al burden sharing per 4,3 miliardi, in un’operazione dove è previsto il rimborso degli obbligazionisti retail per 1,5 miliardi.

Si ricordi che è la terza svolta per Siena, dopo i Tremonti bond e la bocciatura agli stress test. «Abbiamo vissuto in una specie di pronto soccorso che ha dovuto affrontare emergenze ogni cinque minuti». Con questa manovra la banca conta di raggiungere un utile netto al 2021 superiore a 1,2 miliardi, con un roe pari al 10,7%. Un perno del piano è la dismissione degli npl al 31 dicembre 2016 per 28,6 miliardi lordi con un ruolo-chiave di Atlante, che acquisterà il 95% delle tranches equity e mezzanine della cartolarizzazione per 1,6 miliardi.

Il piano poggia su quattro pilastri. La focalizzazione sulla clientela retail e small business «grazie ad un nuovo modello di business semplificato e altamente digitalizzato», come si legge in una nota del gruppo. «Focus sull’efficienza», che promette di portare a un target di cost/income ratio inferiore al 51% nel 2021 e ad una riallocazione alle attività commerciali delle risorse impegnate in attività amministrative per un risparmio di 1,5 miliardi; gestione del rischio di credito radicalmente migliorata, con una nuova struttura organizzativa del chief lending officer che consentirà di rafforzare i processi di presidio; infine rafforzamento patrimoniale con un Cet1 maggiore del 14% e di liquidità. Dal prossimo anno l’indice principale Cet 1 sarà del 9,44%. La Ue ha imposto un tetto alle remunerazioni del top management e finchè ci sono gli aiuti di Stato è vietato dare dividendi. «Il mio stipendio massimo sarà di 466 mila euro lordi con una riduzione del 70%» ha detto Morelli, io ho la mia opinione ma accetto».
 
Giovedì 6 Luglio 2017, 08:35 - Ultimo aggiornamento: 06-07-2017 11:08
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