Marchionne, coma irreversibile. Fca, si dimette Altavilla. Titoli in calo in Borsa. Montezemolo: uno dei più grandi

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Sergio Marchionne è in coma irreversibile e non tornerà alla guida di Fca. Le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate nei giorni scorsi, tanto da accelerare il processo di transizione al vertice del gruppo automobilistico, previsto invece per il prossimo anno. In Borsa la notizia dell'addio di Marchionne, nella prima seduta dopo l'avvicendamento con Mike Manley, intanto fa scivolare i titoli del gruppo. Alfredo Altavilla, numero uno della casa automobilistica per l'Europa, uno dei manager in corsa per la successione a Marchionne, ha rassegnato le dimissioni dal gruppo. La notizia, riferita dall'agenzia Ansa, non è stata confermata ufficialmente dall'azienda. 

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Piazza Affari. Le azioni Fca, dopo un tonfo del 5% in avvio, riducono le perdite poi tornano a scivolare, e arretrano del 3% a 15,92 euro. Ferrari, alla cui presidenza siede ora Louis Carey Camilleri, perde invece il 4% a 114,7 euro. Cnh, il colosso dei trattori del gruppo, guidata ora da Suzanne Heywood, perde il 2% a 8,63 euro. Debole anche Exor (-3,6% a 54,56 euro) a monte della catena.

Il ricovero di Marchionne. Il manager è ricoverato all'Universitatsspital di Zurigo, l'ospedale universitario che sorge su una delle colline che si affacciano sul lago di questa cittadina al centro della Svizzera, da oltre tre settimane. Ufficialmente il manager  che ha salvato la Fiat ha subito un'operazione alla spalla destra per cui era previsto un breve periodo di convalescenza. Poi però la situazione si è aggravata. Si parla di terapia intensiva e di condizioni irreversibili ma di ufficiale non c'è nulla, la famiglia non parla, l'azienda neanche e dall'ospedale non arrivano bollettini medici. L'accesso ai media è off-limits, difficile superare il cordone, discreto ma fermo, della security.

Montezemolo. «Sergio Marchionne è uno dei più grandi manager internazionali. Abbiamo iniziato e proseguito insieme un lungo e proficuo pezzo di strada alla Fiat negli anni più drammatici con grande spirito di amicizia e collaborazione. Abbiamo avuto nel passato recente contrasti anche molto duri. Ma mai ho messo in discussione il coraggio, la capacità e la visione di Sergio, che hanno permesso salvataggio e rilancio del primo gruppo industriale italiano e contribuito a modernizzare le relazioni sindacali nel paese. Sono vicino alla sua famiglia», ha detto l'ex presidente della Fiat e della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo. 

Manley al lavoro. In Fca intanto comincia il dopo Marchionne. Il primo appuntamento per l'inglese Mike Manley, il nuovo amministratore delegato della casa automobilistica che fa capo alla famiglia Agnelli, è la riunione al Lingotto, oggi e domani, del Gec, l'organismo decisionale del gruppo.

L'addio di Altavilla. Tarantino, 55 anni, in Fiat da 20 anni e a lungo braccio destro di Marchionne. In passato era stato indicato come possibile erede di Mauro Moretti alla guida di Finmeccanica. Laureato alla Cattolica di Milano in Economia, Altavilla ha guidato l'ufficio di rappresentanza Fiat a Pechino e la joint venture Tofas in Turchia. È stato l'uomo della trattativa con Gm, testimone al fianco di Marchionne, a New York, del blitz grazie al quale l'ad ha chiuso con la casa di Detroit la put option portando a casa 2 miliardi di dollari. Anche nei negoziati per la conquista di Chrysler, Altavilla ha avuto un ruolo importante ed è stato uno dei protagonisti. Sposato, un figlio, appassionato di moto e tifoso dell'Inter, ha guidato anche Fiat Powertrain Technologies.

 


Elkann. Sulle condizioni di Marchionne privacy totale e uficialmente nessuna notizia. Di certo, fino ad ora, ci sono solo il cambio al vertice di Fca e le parole di ieri del presidente del gruppo John Elkann che non lasciano grndi speranze: «Sono profondamente addolorato per le condizioni di Sergio. Si tratta di una situazione impensabile fino a poche ore fa, che lascia a tutti quanti un senso di ingiustizia». Ed è carica di tristezza anche la lettera che il presidente di Fca ha scritto ai dipendenti sottolineando che le condizioni di Marchionne «sono purtroppo peggiorate nelle ultime ore e non gli permetteranno di rientrare in Fca».

 


L'ultima apparizione del manager. Risale allo scorso 26 giugno a Roma per la consegna di una Jeep Wrangler ai Carabinieri per servizi di controllo sulle spiagge romagnole. Poi il ricovero, quindi il precipitare della situazione con le voci sempre più insistenti di un avvicendamento più rapido al vertice del gruppo. Il resto è storia delle ultime ore, con la compagna Manuela Battezzato e i due figli che si alternano al suo fianco.

L'omaggio della politica. Tanti i messaggi di vicinanza della politica, dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che si è informato subito con l'azienda, al premier Giuseppe Conte: «Apprendo con profondo dispiacere le ultime notizie riguardanti le condizioni di Sergio Marchionne. In questo momento il mio commosso pensiero va ai suoi familiari». Silvio Berlusconi ha speso parole più che lusinghiere per Marchionne: «Sono molto colpito», ha detto, per l'aggravarsi così repentino delle condizioni di quello che «è certamente il numero uno dei manager italiani». Mentre l'ex premier Paolo Gentiloni ha parlato della storia di Marchionne e della Fiat come di un «esempio per tutti». Dopo la «riconoscenza» e il «rispetto» sottolineati da Matteo Salvini, anche il vicepremier Luigi Di Maio si è detto addolorato e, esprimendo «rispetto» per il dolore della famiglia, si dice rammaricato di non aver incontrato il manager, con cui gli sarebbe piaciuto parlare di auto elettrica. 
 
Lunedì 23 Luglio 2018, 08:27 - Ultimo aggiornamento: 24 Luglio, 08:07
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